Ex fissa: arrivano i primi chiarimenti. Confermate le scadenze di gennaio

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Resta fissata per domani 20 gennaio la data per inviare alla Commissione paritetica Fnsi-Fieg il modulo di manifestazione di interesse sulla ex-fissa che comunque non sarà vincolante. È confermato il pagamento entro il 31 gennaio 2018 di una rata di tremila euro lordi a tutti gli aventi diritto all’ex fissa.

È quanto emerso dall’incontro che si è svolto ieri pomeriggio nella sede della Fnsi tra rappresentanti di Stampa Romana, del Comitato Diritto Ex fissa e dell’Unione nazionale giornalisti pensionati con il segretario Raffaele Lorusso: l’incontro è stata l’occasione per  chiarire alcuni elementi sui quali non vi era stata sufficiente informazione e che ad oggi non aveva permesso ai 1.948 colleghi di fare una scelta appropriata. Si è trattato di un incontro ottenuto grazie ad un “lavoro di squadra” tra Stampa romana, l’associazione dei giornalisti di Roma e del Lazio, e il Comitato Diritto ex Fissa che ha portato all’apertura di un dialogo con la Fnsi finora carente. La situazione resta complessa ma un percorso di responsabilità e trasparenza riteniamo debba continuare e sia indispensabile per chiudere questa difficile partita.

Nella riunione di ieri siamo stati informati che a partire dal 24 gennaio l’attuario, quando avrà il quadro completo di quanti hanno aderito ad una delle tre opzioni, comincerà i nuovi conteggi e entro un mese saranno pronte le transazioni che saranno comunicate ai diretti interessati; questi alla luce della propria situazione personale e dalle condizioni che saranno loro proposte, potranno accettare o meno. In questo arco di tempo saranno disponibili sia all’Inpgi sia alla Fnsi degli sportelli che forniranno agli aventi diritti le informazioni relative al proprio capitale al netto di quanto già ricevuto e comprensivo degli interessi maturati (5 per cento fino al 2014, 2 per cento fino al 2016). La somma sulla quale calcolare il 50 (o 55-60) per cento è dunque il residuo e non il capitale iniziale.

Ad oggi hanno manifestato interesse a una delle tre opzioni (50,55,60 per cento del totale di quanto maturato) oltre il 40 per cento dei colleghi, pari a circa 800 giornalisti dei 1.948 che hanno diritto ad avere la Ex fissa.

Il segretario e il direttore generale della Fnsi, Giancarlo Tartaglia, presente all’incontro, hanno spiegato che il fondo ex fissa è in liquidazione perché i versamenti previsti dai contratti di lavoro a carico degli editori nel corso del tempo sono stati sempre insufficienti al pagamento degli importi. Ad oggi il debito è di circa 140 milioni di euro. 

L’unico soggetto debitore dei giornalisti creditori, secondo Lorusso e Tartaglia, è la Fieg, anche se gli editori hanno versato regolarmente l’1,5 per cento sul monte stipendi previsto dal contratto di lavoro (circa 800mila euro al mese). Si tratta di un onere delle aziende perché un onere contrattuale.

Lorusso ha detto che non risultano documenti secondo i quali la Fnsi abbia preso “iniziative di sorveglianza della liquidità della gestione”, così come previsto dalla convenzione stipulata con la Fieg nel 1994.

Adesso per cercare di far fronte alla situazione, la Fnsi si sta impegnando affinché il ministero del Lavoro autorizzi l’Inpgi a prestare al Fondo 23 milioni che saranno restituiti all’istituto dagli editori al tasso del 4,6 per cento; inoltre la Fnsi si sta impegnando ad ottenere altri finanziamenti.

A tale proposito la Fnsi si è detta ottimista perché il Ministero del Lavoro dovrà prendere atto che è in atto una “ristrutturazione del debito”, un suo abbattimento ed inoltre perché per l’Inpgi che presta il capitale alla Fieg si tratta di un “investimento” di un “finanziamento a titolo oneroso” in considerazione degli interessi significativi che percepisce dalla Fieg. Con il reperimento di questi fondi, si cercherà nel 2018 di saldare i circa 800 colleghi che hanno manifestato interesse alle decurtazioni, partendo da chi è andato in pensione prima (dal 2009 a oggi circa).

Se non si riuscisse a liquidare tutti nel 2018, si valuterà se liquidare una parte del 50 per cento a tutti e si darà comunque la possibilità di rinunciare alle opzioni del 50-55-60 per cento e rientrare nel piano di rateizzazione. Lorusso auspica di potere prevedere una seconda tranche di pagamenti per chi é rimasto fuori.

Per chi invece decida di continuare, a prescindere dalle tre opzioni, con il regime della rateizzazione, il direttore Tartaglia ha precisato che l’arco temporale non potrà superare i 20 anni (in quel caso – ha detto – ci troveremmo di fronte a una “inadempienza” contrattuale); le rate – grazie all’abbattimento del debito e alle entrate costanti del 1,5 da parte degli editori, dovrebbero poter essere erogate regolarmente.

Associazione Stampa Romana
Comitato diritto ex fissa

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