Uffici giudiziari e informazione, rotto il velo di ipocrisia

Linee guida Csm su rapporti con stampa, ora si costruiscano rapporti corretti con Procure e Tribunali

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Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura ha approvato ieri le linee guida sulla comunicazione degli uffici giudiziari. Il testo licenziato dalla VII commissione su input del gruppo di lavoro guidato dal presidente emerito della Cassazione Giovanni Canzio e composto anche da giornalisti, è stato emendato anche nella parte relativa a chi è delegato ad avere rapporti con la stampa.

Per la prima volta Il Csm affronta il tema del rapporto con i giornalisti.

Fino a ieri questo tema emergeva solo come elemento di scontro tra magistrati e giornalisti quando in ballo erano inchieste delicate, intercettazioni, fughe di notizie.

I due interessi pubblici, quello ad assicurare e garantire giustizia, e quello ad informare correttamente i cittadini per fatti rilevanti per la vita civile, sociale e politica diventavano in quel frangente terreno di sospetti e frizioni.

Si nascondeva sotto il tappeto un elemento di ipocrisia: i rapporti tra magistrati e giornalisti esistevano ma si svolgevano su base confidenziale e personale, senza che in qualche modo questi rapporti fossero codificati.

Le linee guida sollevano il velo da questo scambio a luci spente, e, facendolo, indicano uno spazio importante.

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Innanzitutto le linee guida si riferiscono ai magistrati e non intervengono sulla libera determinazione dei giornalisti.

Richiamano però un principio che non possiamo non condividere: si vietano le discriminazioni tra giornalisti o testate così come il mantenimento di canali privilegiati di accesso all’informazione.

Stampa Romana con la sua macroarea Articolo 21 da tempo sta lavorando su questi temi per riconoscere a tutti i colleghi, inclusi i più giovani, possibilità di accesso alle informazioni in arrivo da Procure e Tribunali civili e penali e uniformità di trattamento nel rapporto con i capi degli uffici giudiziari o con i loro delegati.

È inaccettabile che si vietino rapporti personali ma è altrettanto chiaro che più il rapporto uffici giudiziari – informazione è lineare più tutto il sistema farà un passo in avanti.

In questo senso nel rapporto che abbiamo creato con l’Associazione Nazionale Magistrati del Lazio culminato in un grande dibattito a febbraio scorso con il vicepresidente del Csm Legnini, Fnsi, Ordine dei Giornalisti, Ossigeno, Anac riteniamo che ci sia spazio per migliorare le condizioni di lavoro dei colleghi e per scrivere una pagina di relazioni corrette ed equilibrate con gli uffici giudiziari di Procure e Tribunali territoriali.

Cogliere questa opportunità, alla luce delle linee guida, significa avere rispetto della funzione delle due professioni, della loro importanza per la dialettica democratica e per risolvere a poco a poco il tema dell’agibilità della nostra professione, per metterla al riparo da processi per diffamazione e da querele temerarie.

Graziella Di Mambro
Responsabile Macroarea Articolo 21 Asr

Lazzaro Pappagallo
Segretario Associazione Stampa Romana

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