“Insulti pubblici al nostro collega, superiamo questa brutta pagina”

Il Cdr dell'agenzia Dire a Enrico Mentana: "Incidente di percorso, venga a trovarci per una stretta di mano collettiva"

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Enrico Mentana

Il Cdr dell’agenzia stampa Dire ha deciso di intervenire sulla questione degli insulti rivolti al nostro redattore di Milano, Nicola Mente, da parte del direttore de La7 Enrico Mentana.

“Egregio direttore Enrico Mentana, nel corso delle ultime 24 ore il dibattito cui abbiamo assistito sui social ci è sembrato piuttosto surreale ed è culminato con l’accusa nei confronti dell’agenzia Dire di aver costruito una falsa storia e di aver mistificato la realtà.

Agli atti, ampiamente documentati da diversi video che stanno circolando sulla rete, restano gli insulti che lei ha rivolto a un collega che stava solo facendo il proprio lavoro: fare domande. Non ci interessa entrare in una ricostruzione dettagliata del vostro scambio, e non abbiamo mai messo in dubbio che lei abbia risposto alla domanda posta da Nicola, non è questo il punto. Ci interessa solo capire cosa abbia potuto spingerla a insultare un collega davanti a una platea, come dice lei, di 600 giovani.

Direttore Mentana, non eravate al bar, né in un appartamento privato. Ed è legittimo che lei possa essersi infastidito per le modalità di ingaggio con il nostro collega. Ma resta un fatto: che lei ha deliberatamente e ripetutamente ridicolizzato davanti al suo pubblico un collega, anche un suo collega, prima decretando arbitrariamente che uno come lui “non sarebbe mai stato assunto” (tra l’altro, le ricordiamo, che il bravo Nicola Mente è già assunto alla Dire), poi apostrofandolo come “sparapalle” e infine dandogli del “coglione”.

Chiamiamolo incidente di percorso. Nel nostro lavoro capita più o meno tutti i giorni di essere attaccati o insolentiti per una domanda sgradita o per l’insistenza nel porre questioni che riteniamo di interesse pubblico. Questa non sarà di certo l’ultima volta. Spiace che proprio lei sia incappato in questo scivolone nei confronti di un giovane collega di una testata di 62 giornalisti, con 34 anni di età media, che ogni giorno svolgono al meglio il loro lavoro, in strada e in redazione.

La invitiamo, anche per questo, a conoscerli nella nostra sede di Roma. In modo da chiudere definitivamente questo spiacevole episodio con una stretta di mano collettiva”.

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