velino stipendi

È il grido più acuto, più sofferto, più lacerante che una redazione possa lanciare. Scioperare sine die, senza avere una finestra di uscita, fino allo stremo delle forze significa rivendicare la propria dignità di lavoratori, di giornalisti e giornaliste.

Le vicende del Velino sono state seguite da Stampa Romana con una attenzione viva e scrupolosa, in un susseguirsi di ammortizzatori sociali, una serie praticamente ininterrotta nel corso di sette anni.

Con il comitato di redazione abbiamo affrontato un editore, Luca Simoni, che ha seminato vento e raccolto tempesta un po’ ovunque. Dai continui ricorsi alla magistratura amministrativa per i soldi pubblici negati dalla Presidenza del Consiglio all’azzeramento della struttura gerarchica redazionale alle casse integrazioni unilaterali senza che mai questo sindacato le firmasse.

Nonostante una cassa integrazione al 70% si sono accumulati in questi ultimi mesi ritardi nel pagamento degli stipendi e non c’è alcun segnale da parte dell’editore/direttore di invertire la rotta nel rapporto con la redazione, di essere discontinuo con scelte che hanno solo aperto il baratro sotto i piedi dei colleghi. E dalla politica non sono arrivati ai colleghi segni netti e chiari per ricostruire questa redazione e più in generale un settore messo in fortissima tensione dai bandi Lotti.

Ecco che lo sciopero ad oltranza diventa un gesto di dignità esemplare. Il lavoro non è una merce. Non lo è neanche il lavoro giornalistico. E il lavoro deve avere un senso.

Si devono coprire lunghi e faticosi turni in agenzia, dovendo produrre come una estenuante catena di montaggio, se ha un senso quello che fai, se ne vale la pena, se pensi che la tua identità professionale non sia compromessa e calpestata.

Ascoltiamolo questo urlo, non abbiamo paura del dolore che esprime. Rivendica con forza e decisione il senso di appartenenza al giornalismo, alla nostra professione.

Segreteria Associazione Stampa Romana

IL COMUNICATO DEL CDR

Il Cdr di Agv/Il Velino mercoledì 18 luglio ha incontrato il direttore-editore Luca Simoni e l’amministratore delegato Fausto Simoni. L’azienda ha illustrato le difficoltà che sta attraversando e ha ipotizzato alcune strade che potrebbero nelle prossime settimane consentire di scongiurare la chiusura dell’agenzia. Al contempo non ha però fornito il segnale concreto – seppur minimo – di discontinuità editoriale e industriale richiesto dall’assemblea, in sciopero ormai dal 6 luglio scorso. Nel rispetto del mandato unanime ricevuto dai giornalisti del Velino, il Cdr ha deciso dunque di proclamare uno sciopero ad oltranza da giovedì 19 luglio.

Il Cdr di Agv/Il Velino

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