Il 31 ottobre la presentazione di “Martiri di carta”

Il volume, a cura di Pierluigi Roesler Franz e di Enrico Serventi Longhi, racconta la storia di 264 giornalisti caduti nella Grande Guerra

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martiri di carta

Si terrà domani 31 ottobre alle 11.00 nell’Auditorium dell’Associazione Nazionale fra mutilati e invalidi di guerra – piazza Adriana 3 – la presentazione del libro “Martiri di carta. I giornalisti caduti nella Grande Guerra” a cura di Pierluigi Roesler Franz e di Enrico Serventi Longhi.

L’incontro è stato organizzato dalla Federazione di Roma dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valore Militare e dalla Fondazione sul giornalismo italiano “Paolo Murialdi” di Roma, costituita dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, dalla Fnsi, dall’Inpgi e dalla Casagit.

Nel volume “Martiri di carta. I giornalisti caduti nella Grande Guerra”, 448 pagine frutto di 7 anni di ricerche, si racconta la storia – finora mai scritta – di 264 intellettuali di tutte le Regioni italiane (scrittori, letterati, critici letterari, poeti, poeti-soldato, poeti dialettali, lettori di poesia, umoristi, vignettisti, disegnatori satirici, caricaturisti, pupazzettisti, illustratori, xilografi, paroliberisti, stenografi, teosofi, anarchici, musicisti, sportivi, dirigenti sportivi, registi del cinema muto, nonché pittori, acquafortisti, matematici, ingegneri ed architetti anche futuristi) e in gran parte decorati al valor militare (fra i quali Battisti, Serra, Gallardi, Niccolai, Umerini, Stuparich e Timeus Fauro) morti nel conflitto mondiale 1914-1918.

La maggior parte dei caduti erano giovani ventenni che, provenienti da tutte le parti d’Italia ed alcuni tornati appositamente dall’estero, avevano cominciato a scrivere su grandi e piccoli giornali (una dozzina di testate sono ancora in edicola a distanza di un secolo) e riviste. Si tratta in gran parte di personaggi di assoluto rilievo storico e di notevole importanza, rimasti purtroppo fino ad oggi del tutto sconosciuti.

Tutti gli scritti sono corredati da note esplicative, fotografie d’epoca, ritratti dei protagonisti e mappe dei luoghi delle battaglie in cui “i martiri di carta” hanno perso la vita combattendo eroicamente per la patria. Vi figurano cattolici ed ebrei, nonché patrioti, politici, sindacalisti, nazionalisti, interventisti, neutralisti, massoni, socialisti, radicali, democratici, liberali, repubblicani, mazziniani, irredenti (trentini, giuliani, dalmati e istriani), garibaldini e nipoti di garibaldini della spedizione dei Mille, ex combattenti in Libia, Benadir, Eritrea e a Rodi.

Alcuni giornalisti erano stati chiamati alle armi, mentre altri erano andati volontari al fronte quasi tutti come ufficiali in rappresentanza dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica (ben 11 sono stati i giornalisti morti come piloti). Tra di essi ci sono persino una cinquantina di direttori di giornali, figli di ex ministri e un deputato in carica, che avevano deciso di partire per il fronte, rinunciando alla carriera e a posizioni di prestigio per seguire coerentemente i propri ideali. Ed hanno quindi immolato la loro vita per la patria. Ma sono poi finiti ingiustamente da oltre un secolo nel dimenticatoio.

Nel panorama storiografico e giornalistico mancava un lavoro capace di unire biografie, storia sociale, storia militare e storia politica.

Si tratta di un contributo capace di interessare storici, giornalisti, appassionati e semplici lettori, anche in virtù della categoria scelta, quella dei giornalisti: storie vere, di uomini in carne in ossa, restituite grazie a una sistematica ricerca storica basata su un’ampia bibliografia, su centinaia di articoli di giornali e su documenti d’archivio. 

La copertina del libro raffigura l’eroica morte a Castagnevizza del ventenne modenese Garibaldi Franceschi, giornalista del “Corriere di Livorno,” immortalata da Achille Beltrame sulla Domenica del Corriere del 23 settembre 1917. Franceschi fu decorato con la medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

La pubblicazione, ricca di aneddoti ed illustrata da immagini e dai volti dei caduti, rappresenta la prima attività di studio e ricerca svolta dalla Fondazione sul giornalismo “Paolo Murialdi” e si colloca nell’ambito delle iniziative nazionali per la celebrazione del centenario della partecipazione dell’Italia alla Grande Guerra.

La Fondazione di studi sul giornalismo “Paolo Murialdi” è stata costituita dai quattro organismi della categoria con lo scopo di raccogliere e mettere a disposizione degli studiosi e dei ricercatori tutta la documentazione sulla vita e sulla storia del giornalismo italiano. Ha sede in Roma in un prestigioso ufficio in via Valenziani 12/a a pochi metri dalla Breccia di Porta Pia. La sua attività è volta anche alla promozione e alla pubblicazione degli studi sul giornalismo, all’organizzazione di convegni e dibattiti e all’istituzione di borse di studio e di ricerca. È intitolata a Paolo Murialdi che è stato giornalista, sindacalista della categoria e storico del giornalismo, nonché Presidente della FNSI dal 1974 al 1981.

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