Emittenza radiotelevisiva locale: il fallimento di un modello, le speranze di un rilancio

0
62

Si tratta del settore che ha pagato di più sia la camicia di forza di un nuovo modello produttivo – gli investimenti per il digitale terrestre -, sia la fragilità di editori impuri, proprietari di testate radiotelevisive solo per proteggere interessi che coltivavano in altri settori.

Il risultato finale è stato disastroso. La vicenda di Roma Uno, del suo fallimento, della sua aggiudicazione come canale a chi non fa un secondo di informazione territoriale, è l’emblema di trascuratezze, scelte sbagliate, editori inaffidabili in fuga dalle loro responsabilità.

Le radio non hanno subito analogo contraccolpo, vuoi per la fortissima presenza del calcio come timone degli ascolti, vuoi perché hanno una loro identità editoriale. Lì (e non solo lì) la confusione tra informazione e pubblicità fa a pugni con le regole deontologiche. Un esempio arriva dalla richiesta di comprare spazi informativi al conduttore di turno con esiti facilmente immaginabili sulla correttezza e sulla qualità dell’informazione.

La nuova legge regionale che inizia a essere finanziata arriva tardi in questo quadro di chiusure ma può rappresentare un punto di partenza e di torsione virtuosa del sistema

L’importante è che tutti gli attori in campo facciano la loro parte.

Gli editori pensino a tutelare l’interesse di quella azienda e non di altre del loro portafoglio, facendo informazione

La burocrazia valuti e fornisca risorse in tempi rapidi agli editori. Le risorse nazionali arrivino in un tempo congruo. Non possiamo infatti non rilevare i due anni di ritardo nell’erogazione del contributo pubblico. Non c’è bisogno di essere un dirigente di banca per sapere che in queste condizioni poche aziende riescono a ottenere anticipi di cassa da mettere a disposizione degli stipendi dei lavoratori.

Eppure proprio questo deserto informativo con numeri i cui confini nel Lazio sono assolutamente incerti e nebulosi (non abbiamo un elenco certo di testate, di numero di lavoratori, il RUP serve poco in questo senso) può essere palestra per la nuova informazione: nativa digitale, articolata su una pluralità di strumenti, in grado di recuperare un rapporto forte con i cittadini che vogliono essere riconosciuti da una informazione degna di questo nome, attenta ai loro bisogni più minuti, ai loro problemi, alle loro speranze.

Segreteria Associazione Stampa Romana

Immagine di default