Avevamo chiesto di fermarsi a ragionare. Avevamo ribadito che non si poteva affrontare con la legge di Bilancio una questione così delicata come il finanziamento pubblico all’editoria.

La maggioranza di governo non ha ascoltato per nulla le legittime proteste e proposte di sindacato dei giornalisti e redazioni. L’approvazione nel maxi emendamento approvato dal Senato dei tagli progressivi al finanziamento pubblico all’editoria è diventata una bandiera da sventolare a tutti i costi senza tenere nel minimo conto delle conseguenze sociali del provvedimento tra chiusure di testate, ammortizzatori sociali e licenziamenti.

Lo scudo a 500mila euro di finanziamento attenua solo leggermente il colpo inferto a testate come Manifesto, Avvenire o Latina Oggi. E fa il paio con i tagli a Radio radicale e le incertezze sulle agenzie di stampa. La lotta contro questo provvedimento non può che spostarsi nella mobilitazione della categoria, sciopero incluso, che Fnsi dovrà avviare e su una questione culturale più profonda relativa al ruolo dello Stato nell’editoria.

Segreteria Associazione Stampa Romana