Documento Politico di chiusura IX Congresso ASR

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Documento politico di chiusura IX Congresso ASR

 

Il IX Congresso dell’Associazione Stampa Romana approva la relazione del segretario uscente Lazzaro Pappagallo e riconosce oggi più che mai l’importanza di un sindacato svincolato dalle appartenenze politiche.

Riportare la difesa del lavoro giornalistico svolto dentro e fuori dalle redazioni, tutelato dal contratto o non tutelato affatto, al centro dell’azione sindacale futura della Fnsi è un comandamento non più eludibile.

Difendere la libertà di colleghe e colleghi di lavorare e di raccontare la realtà, lontani da ogni condizionamento, dallo sfruttamento, dalla pubblicità, dalla politica, dai poteri economici, dalle fake news. è un dovere.

Recuperare la consapevolezza e l’orgoglio della funzione sociale di garanzia della nostra professione per una compiuta democrazia, come scritto nella Costituzione è un’urgenza.

Ricostruire la credibilità e l’autorevolezza della nostra categoria attraverso il giornalismo di qualità è l’unica strada per riconquistare la fiducia dell’opinione pubblica e per allargare l’universo degli utenti del sistema dell’informazione giornalistica.

Negli ultimi anni non siamo stati in grado, a livello nazionale, di affrontare l’emergenza del lavoro e ci siamo dimostrati incapaci di dare risposte ai colleghi e di tracciare una strada per uscire dalla crisi. Come Associazione Stampa Romana ci siamo quindi opposti all’immobilismo e allo “status quo” e sempre più lo faremo nei prossimi quattro anni. Attraverso questi pochi ma decisivi impegni:

Difendere i diritti economici e professionali di tutti i giornalisti: contrattualizzati e freelance, collaboratori e colleghi sfruttati

Rilanciare la contrattazione, in un percorso partecipato, democratico e trasparente, rifiutando norme discriminatorie all’interno della professione, riaffermando contemporaneamente il valore unificante e la centralità del contratto nazionale il cui rinnovo dovrà comunque essere sottoposto a referendum

Considerare tutti gli editori come controparte del nostro sindacato

Essere la prima, fondamentale e concreta linea di difesa dei colleghi e della professione, senza essere solo “sindacato delle vertenze legali”

Valorizzare nei fatti e nella sostanza tutte le voci interne e utilizzare il dissenso come risorsa di arricchimento delle sue politiche: al progressivo indebolimento della democrazia e delle forme di rappresentanza il sindacato è forte solo ampliando strumenti e pratiche di reale democrazia interna e di partecipazione

Muoversi verso i più giovani giornalisti, le colleghe e chi si è allontanato dalle Associazioni, proponendo modelli di partecipazione, risposte alle differenti richieste e servizi mirati alle loro esigenze

Supportare e affiancare l’azione dei Comitati e Fiduciari di redazione, per evitare che diventino ostaggio dei direttori e degli uffici del personale e con l’obiettivo di farli sentire parte essenziale delle decisioni del sindacato

Rafforzare gli enti di categoria perché siano messi in condizione di continuare a garantire le prestazioni, che sono il vero valore da difendere. A partire dall’Inpgi che a nostro avviso andrebbe commissariato.

Approvato con 32 voti favorevoli, 27 contrari e 1 astenuto
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