mercoledì, 13 dicembre 2017

Maternità: le domande più frequenti

A cura dell’Ufficio Sindacale

La lavoratrice non può essere licenziata (art. 54 TU) all’inizio della gestazione e fino ad un anno di vita del bambino almeno che non ricorrano le seguenti condizioni:

  • Colpa grave della lavoratrice;
  • cessazione dell’attività aziendale;
  • scadenza dei termini nei contratti a tempo determinato;
  • esito negativo del periodo di prova.

In caso di adozione e affidamenti

Il divieto  di licenziamento si applica fino ad un anno dall’ingresso del minore nel nucleo familiare in caso di fruizione del congedo di maternità e di paternità.

 

DOVERI, ONERI E DOCUMENTAZIONE
Per approfondimenti contattare l’Area Sindacale ufficio_sindacale@stamparomana.it

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Al rientro dal congedo la lavoratrice e il lavoratore hanno diritto allo stesso posto di lavoro nella stessa unità, con mansioni uguali e equivalenti conservate durante il periodo del congedo.

 

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È vietato adibire le donne al lavoro notturno dalle ore 24 alle ore 6 del mattino dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di 1 anno del bambino.

Non sono obbligati a prestare lavoro notturno:

  • La lavoratrice madre di un figlio di età minore ai 3 anni, o in alternativa il padre convivente con la stessa;
  • La lavoratrice o il lavoratore che siano l’unico genitore affidatario di un figlio di età inferiore ai 12 anni

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In caso di dimissioni volontarie presentate durante il periodo per il quale è previsto il divieto di licenziamento, la lavoratrice madre ha diritto all’indennità di mancato preavviso e di disoccupazione.

Le dimissioni devono essere convalidate presso la direzione provinciale del lavoro previa l’inefficacia delle stesse.

 

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Le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione dei controlli prenatali, di accertamenti clinici o visite mediche specialistiche, nel caso questi debbano essere eseguiti durante l’orario di lavoro. La dipendente lavoratrice in stato di gravidanza deve fare richiesta di questi permessi al datore di lavoro e successivamente presentare la certificazione attestante la data e orario di effettuazione degli esami.

 

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Durante il periodo di utilizzo del congedo parentale, la madre e il padre in astensione facoltativa possono richiedere l’anticipazione del TFR per esigenze di sostegno economico della famiglia.

 

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Astensione dal lavoro 5 mesi

  • 2 mesi precedenti la data presunta del parto;
  • 3 mesi dopo il parto.

Oppure 1 mese prima del parto e 4 dopo qualora da idonea certificazione medica risulti che tale scelta non provochi nessun danno di salute né alla mamma né al bambino.

 

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Il congedo parentale spetta ai genitori naturali, che siano in costanza di rapporto di lavoro, entro i primi 12 anni di vita del bambino per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a 10 mesi. I mesi salgono a 11 se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno tre mesi. Tale periodo complessivo può essere fruito dai genitori anche contemporaneamente. Se il rapporto di lavoro cessa all’inizio o durante il periodo di congedo, il diritto al congedo stesso viene meno dalla data di interruzione del lavoro.

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Articolo 48, comma 2 della legge di stabilità 2017 

Il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente è stato introdotto, in via sperimentale per gli anni 2013-2015, dall’art. 4, c. 24, lett. a), della L. 92/2012. Tale disposizione prevede che il padre, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, ha l’obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di un giorno, in aggiunta al periodo di astensione obbligatoria della madre. Successivamente, tale misura è stata prorogata sperimentalmente per il 2016 dall’art. 1, c. 205, della L. 208/2015 (Stabilità 2016) che ha elevato la sua durata a 2 giorni, fruibili anche in via non continuativa.

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  1. Decesso o grave infermità di un familiare

In caso di decesso o grave infermità del coniuge o di un parente entro il 2° grado o del convivente la lavoratrice o il lavoratore hanno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni lavorativi l’anno (art. 4 legge 53/2000 e art. 23 del CNLG/FNSI)  elevabili a 4 per eventi verificatisi fuori provincia

  1. Congedi per gravi motivi familiari

I dipendenti pubblici o privati possono richiedere, per gravi  e documentati motivi familiari, un periodo di congedo, continuativo o frazionato, non superiore a 2 anni ai sensi della legge 104/92 – artt. 3 e 4 (vedi circolare INPGI N. 10 DEL 7/9/2009).

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Gravidanza, malattia e infortunio non comporteranno automaticamente l’estinzione del rapporto: la lavoratrice potrà chiedere di tenerlo in sospeso per un massimo di 150 giorni. In caso di maternità: il congedo parentale sale da tre a sei mesi, spendibili entro il terzo anno d’età del figlio. Per chi ha un figlio non scatta l’astensione obbligatoria, ma si potrà ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare; durante il congedo, la lavoratrice potrà chiedere la sostituzione con una professionista di fiducia.

 

Contattare l’Area Sindacale o gli uffici della Segreteria ASR per fissare un appuntamento con il legale ufficio_sindacale@stamparomana.itsegreteria@stamparomana.it

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