equo compenso

Abbiamo trasmesso al dipartimento editoria della Presidenza del Consiglio e al Ministero di Grazia e Giustizia due diffide ad adempiere.

Riguardano l’equo compenso e la liquidazione giudiziale per i compensi dei colleghi lavoratori autonomi. Due temi da tempo ritenuti strategici dalla Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, e ribaditi anche dall’Assemblea nazionale dei lavoratori autonomi il 16 maggio scorso.

Da sei anni esiste una legge sull’equo compenso per i lavoratori autonomi sostanzialmente finita su un binario morto. I compensi definiti dall’apposita commissione guidata dal sottosegretario Lotti, sulla soglia di venti euro a pezzo e con la particolarità per la quale più si lavorava meno si guadagnava, sono stati considerati iniqui e non rispettosi dell’articolo 36 della Costituzione da Tar e Consiglio di Stato. Da quel momento, due anni orsono, la Commissione, che deve definire il quantum, non ha dato seguito alle decisioni dei giudici amministrativi.

Qualche mese fa i colleghi dell’Assostampa siciliana, che ringraziamo, avevano inviato analoga diffida ma la risposta dell’amministrazione era stata di non poter adempiere in mancanza di guida politica del dipartimento. Condizione ostativa che ora non c’è più.

Sul versante Ministero Grazia e Giustizia chiediamo che vengano stabiliti i compensi per la definizione in giudizio delle vertenze.

Siamo l’unica categoria professionale che non ha ancora questo riconoscimento mentre ad esempio altre professioni hanno fatto passi in avanti con la legge generale sull’equo compenso per i lavori svolti per la pubblica amministrazione, grandi imprese, banche ed assicurazioni licenziata alla fine della scorsa legislatura.

Con questi due atti vogliamo riportare al centro del dibattito sindacale la condizione di migliaia di colleghi giovani e meno giovani, sottopagati, sfruttati, ricattabili che non riescono ad avere un compenso dignitoso per il lavoro che svolgono. La riduzione di differenze salariali e delle conseguenti ingiustizie è una delle linee di azione fondamentali di Stampa Romana.

Le diffide sono state fatte con Assostampa Friuli Venezia Giulia e con la collega Monica Soldano. Ringraziamo Monica, membro di segreteria, perché, esponendosi personalmente, rappresenta la voce e i bisogni dei colleghi che attendono che si dia finalmente piena attuazione alle leggi dello Stato.

Segreteria Associazione Stampa Romana

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