martedì, 19 settembre 2017

Stampa Romana da tempo sta ragionando sulle modificazioni che caratterizzano la nostra professione. I cambiamenti tecnologici non sono altro che il segno dei tempi: tempi di connessione continua, di scambio rapido di informazioni, di ipervisione dei fatti, addirittura di citizen journalists, favoriti da un’epoca in cui si sono abbattuti in modo radicale i costi di ripresa e di trasmissione. Eppure la grande condivisione di immagini stringe in un angolo il racconto della realtà.

In Italia, nei grandi network privati, nel servizio pubblico, nelle grandi aziende editoriali sembra mancare il racconto, la narrazione, la rappresentazione della realtà, nazionale e internazionale. Si è persa la tradizione italiana del reportage lungo, mentre persino sui canali tematici dominano prodotti comprati all’estero, rendendo impossibile così la creazione di un indotto e di un circuito virtuoso fatto di committenza/produzione e messa in onda. Non che manchino produzioni lodevoli, inbound e outbound, nelle quali con i tempi e con il passo del documentario del reale, si faccia autentico giornalismo, lavorando sul campo, lavorando nel tempo, scavando a fondo. Ma sono spunti sporadici dovuti al talento individuale che sopravvive a logiche aziendali e produttive dedite al mordi e fuggi. Nel caso dei free lance, il tentativo di realizzare prodotti di questo genere si scontra con un mercato che è stretto come un collo di bottiglia o la cruna di un ago.

LO STATUTO DEL NOSTRO GRUPPO DI LAVORO

Associazione Stampa Romana vara un gruppo di specializzazione in Videomaker/Cinema del reale.

Scopo del gruppo di specializzazione è quello di documentare la realtà, nazionale e internazionale, in forma di reportage audiovisivi.

Il gruppo di specializzazione intende fornire reportage all’opinione pubblica e agli editori, sopperendo ad un tradizionale deficit di lettura e analisi della realtà, integrando o analizzando in profondità tutte quelle situazioni, degne di essere raccontate giornalisticamente, trascurate dai network o dalla programmazione tradizionale. I reportage avranno gli standard di un prodotto internazionale.

Il gruppo di specializzazione articolerà la produzione in due modi:

a) Produrrà al suo interno, ricavando le risorse con il ricorso a diverse forme di finanziamento dal fundraising ai fondi europei e costituendosi di volta in volta in società adatte a raggiungere scopo e qualità della produzione;

b) Produrrà in committenza di editori nazionali e internazionali che fisseranno un budget per la realizzazione del prodotto grezzo e finito.

La produzione garantirà il rispetto dei contratti e delle leggi sul lavoro esistenti. Le relative attività commerciali saranno connesse solo allo scopo sociale richiamato nell’articolo 3.

Il gruppo di specializzazione sarà aperto anche a chi non è giornalista. L’elenco comprende registi, montatori, operatori, infografici, produttori e post-produttori, assistenti. L’elenco presente non è esaustivo, è solo indicativo.

Il gruppo di specializzazione organizzerà riflessioni sulla situazione del cinema del reale nel nostro paese, analizzerà e proietterà i migliori reportage internazionali. Favorirà lo scambio di competenze e di esperienze professionali tra le diverse figure professionali.

Il gruppo di specializzazione organizza corsi di formazione per la crescita della cultura dell’audiovisivo e del documentario di inchiesta, promuove la partecipazione a festival in ambito locale, nazionale ed estero legati al mondo dell’audiovisivo e dei reportage di inchiesta.

Il gruppo di specializzazione si propone di creare una rete di contatti privati e istituzionali per sviluppare iniziative e prodotti editoriali. Ogni membro mette a disposizione degli altri colleghi contatti, possibilità, know how.

Le produzioni saranno, dopo il loro sfruttamento commerciale, a disposizione dei colleghi e dei cittadini sul sito di stamparomana.

Il gruppo di specializzazione indicherà il suo responsabile e un direttivo di cinque persone, in raccordo con il segretario di Stampa Romana.

Stampa Romana ritiene invece che ci possano essere margini per rilanciare la produzione di documentari del reale, di un cinema del reale, con uno standard editoriale internazionale. Ci possono essere margini sia nella produzione endogena, appoggiandosi a forme di finanziamento innovativo come il crowdfunding sia stimolando le strutture produttive dei network, a partire dal Servizio Pubblico, a patto che la Rai scelga di allinearsi ai modelli alti di broadcasting internazionale come la BBC. E i segnali incoraggianti arrivano anche dai recenti successi in prestigiosi festival come Venezia e Berlino di Gianfranco Rosi. I suoi documentari, Sacro Gra e Fuocoammare, hanno anche lo spessore e la pazienza del reportage giornalistico. Dimostrano che il mondo del documentario italiano è vivo e vegeto. E i riconoscimenti internazionali del mondo del cinema dimostrano l’esistenza di consistenti spazi di mercato.

Il percorso che cerchiamo di lanciare non è riservato solo ai giornalisti e solo agli iscritti di Stampa Romana. È una proposta ampia che si rivolge a tutti quei lavoratori (operatori, montatori, produttori, fonici, registi, infografici, assistenti ecc.) che possono essere interessati o lavorano nel documentario giornalistico audiovisivo. Per questa ragione lanciamo il varo di un gruppo di specializzazione di Stampa romana in videomaker/cinema del reale. L’appuntamento è a piazza della Torretta 36 per martedì 12 aprile alle 20.

LINK UTILI