Non sono in ballo i singoli interessi di quel giornalista o di quell’altra testata in particolare. Non è lo schieramento di una lobby che pretende di custodire gelosamente i propri privilegi. La brutale e del tutto insensata aggressione subita dal collega Daniele Piervincenzi e dall’operatore Edoardo Anselmi ha scosso tutta la società civile italiana, non solo i giornalisti e il settore dell’informazione. Perché in ballo c’è un bene fondamentale sul quale poggia le basi la nostra democrazia: la liberta di informazione.

Per questo l’incontro di questa mattina con il ministro dell’Interno Marco Minniti – nella sala Walter Tobagi della Federazione Nazionale della Stampa – ha assunto un significato particolarmente importante, anche perché l’idea lanciata dal ministro potrebbe portare ad un vero e proprio spartiacque nella difesa della libertà di stampa in Italia. Minniti ha infatti annunciato la nascita di un “Centro di coordinamento per la libertà di informazione” del quale facciano parte il Viminale, la Polizia, la Federazione della stampa e l’Ordine dei giornalisti per “lavorare insieme affinché non vi sia nessuno minacciato e nessuno tacitato”.

Si tratta della “traduzione” istituzionale ad alto livello anche delle iniziative messe in atto sul territorio da Stampa Romana e della richiesta di Ossigeno per l’Informazione di creare un hotspot dove far convergere dati e testimonianze delle aggressioni subite dai colleghi. Un fenomeno, quello delle aggressioni ai giornalisti, che purtroppo vede il Lazio come la regione più colpita d’Italia.

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Allarme a Roma. Riparte la campagna Ossigeno-ASR

L’organismo, come ha proposto Minniti, potrebbe essere presieduto proprio dal ministro dell’Interno e si occuperà dei cronisti minacciati evitando che possano cadere nel baratro della solitudine (soprattutto quelli che non vivono sotto i riflettori dei grandi organi di informazione) sviluppando contestualmente una strategia di attacco e prevenzione per impedire sul nascere l’emergere di certi fenomeni.

centro di coordinamento per la libertà d'informazione
Il ministro dell’Interno Marco Minniti

All’incontro odierno, promosso dalla Fnsi, hanno partecipato il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Giuseppe Giulietti, il segretario generale Raffaele Lorusso, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna e diversi colleghi attualmente sotto scorta come Federica Angeli, Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo. Presente ovviamente anche l’Associazione Stampa Romana con il segretario Lazzaro Pappagallo e tutta la squadra di Macroarea Articolo 21 coordinata da Graziella Di Mambro.

“Era un dovere venire qui per ringraziarvi del vostro lavoro – ha osservato il ministro dell’Interno – Il lavoro che state svolgendo è assolutamente irrinunciabile perché si basa su due punti fondamentali: il diritto all’informazione, che è insopprimibile, e il dovere all’informazione, quello che vi riguarda, per il quale non avete possibilità di scelta. Certo, poi ognuno di noi valuta l’informazione come è normale in una democrazia. E la può condividere o meno. Ma la libertà di stampa è l’ossigeno della democrazia e non può venire meno”.

L’AGGRESSIONE DI OSTIA

“Ostia è una questione gravissima – ha aggiunto Minniti – perché quel colpo è una sfida drammatica alla libertà di informazione e per il momento in cui è stato sferrato, una competizione elettorale, il momento più sacro durante il quale va garantita la libertà d’informazione”.

L’arresto di Roberto Spada “fa parte della democrazia, che è fatta anche di queste cose”, ha precisato il ministro. “In quella tracotante sfida alla libertà d’informazione c’era il senso dell’impunità: per questo è stato importante punire il responsabile in maniera rapida”.

L’incontro si è concluso con l’appello del presidente Fnsi Giulietti a partecipare alla manifestazione per la legalità che si terrà domani a Ostia, un’iniziativa che vedrà Stampa Romana ancora una volta in prima linea in difesa della libertà d’informazione.

IL VIDEO INTEGRALE DELL’INCONTRO IN FNSI

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