Perché Stampa Romana sia una voce vera ed ascoltata dalle istituzioni con cui quotidianamente ci confrontiamo è stato necessario posizionarla all’interno della società civile, renderla fermento vivo, lievito utile sui valori fondanti del nostro impegno civile e professionale.

Lo scambio ci ha aperto scenari, rapporti di collaborazione, alleanze di percorso i cui frutti sono visibili perché rappresentano materia costante di comunicazione con la base dei colleghi e di elaborazione politica.

Abbiamo lavorato grazie a convenzioni quadro con le Università nelle quali stanno studiando i colleghi del futuro: vale per la Sapienza, per la Link University, per l’Ateneo della Tuscia. Sono rapporti a tutto campo che i nostri iscritti possono stabilire con le università in ogni facoltà e per ogni progetto di lavoro, studio ed analisi.

Abbiamo lavorato, su input della Macroarea Articolo 21, con l’Associazione Nazionale dei Magistrati del Lazio per affrontare i temi legati al libero esercizio del diritto di cronaca, ai suoi limiti, alle questioni di diritto sospese in tribunale. Ne è derivato un rispetto più forte delle rispettive funzioni a presidio della democrazia del nostro paese. Le iniziative di formazione congiunta rappresentano il primo tentativo di un lavoro costante sul tema culminate con il grande convegno realizzato a febbraio nella Biblioteca Nazionale di Roma alla presenza dei vertici di Anac e Csm. Grazie a questi rapporti siamo usciti a sottoscrivere un protocollo di intesa con Tribunale e Procura di Viterbo, per regolare un minimo di rapporti tra i cronisti e gli uffici giudiziari. Una best practice che non ha eguali in Italia.
Abbiamo creato con Ossigeno per l’Informazione uno sportello dedicato ai cronisti minacciati per ascoltarli, per spezzare il muro della solitudine, per orientarli nella difficoltà.
Tutti i presidi territoriali organizzati con merito dalla Fnsi sul tema hanno visto la nostra presenza.

Più in generale abbiamo usato la formazione ordinistica come terreno di confronto e di scambio di idee. I corsi del venerdì, articolati e gestiti da Tommaso Polidoro, sono stati una palestra costante di confronto tra colleghi dalle sensibilità politiche e culturali estremamente diverse ed articolate. Dimostrazione ennesima della laicità e libertà di pensiero che ci ha caratterizzato.

Gli strumenti formativi con l’accreditamento dei crediti ordinistici – 3400 i colleghi fino allo scorso anno coinvolti -, hanno aperto la strada del confronto con l’Ordine territoriale dei medici. Un tema quello della salute così sensibile e delicato in cui i medici, i professionisti del settore sentono con maggior forza il bisogno di una informazione seria ed attendibile.

Sui temi più strettamente sindacali in cui abbiamo tematizzato l’agenda della nostra azione (web tax, uffici stampa, emittenza privata, mojo festival, algoritmi, finanziamento pubblico all’editoria ecc ecc) ci siamo serviti dello streaming come modo di comunicazione esterna.
Lo streaming ci è servito e ci serve a non arrenderci ad una idea di sindacato tutta chiusa in un dibattito interno in cui si perdono di vista i beneficiari del dibattito, cioè i colleghi. Aprirci all’esterno significa avere un canale continuo di contatto, assumere in tempo i loro rilievi, arrivare nei luoghi di lavoro dei colleghi, diventare una casa di vetro. In questo senso abbiamo incontrato i comitati di redazione e le redazioni con un lavoro negli ultimi mesi fitto e intenso.

Siamo stati generosi nell’ascolto e nelle azioni con tutti coloro che hanno chiesto la nostra collaborazione con gli strumenti comunicativi di un sindacato dei giornalisti moderno.
Lo sforzo sulla comunicazione di Stampa romana, anche con gli strumenti social, definisce ancora meglio l’impegno che abbiamo messo.

Non abbiamo paura del confronto, è uno stimolo per fare meglio e per costruire opportunità per i colleghi, per definire uno spirito civico e di comunità più forte e deciso.

Anche le presentazioni dei libri vogliono essere uno strumento per aumentare la nostra identità culturale. All’interno di Stampa romana abbiamo lavorato per mettere a posto la sostenibilità economica e gestionale dell’associazione, centrando l’obiettivo con il bilancio di quest’anno. Pur perdendo in 4 anni più di 220mila euro di entrate (in buona parte per il calo degli iscritti) non abbiamo lesinato in iniziative esterne di sviluppo, irrobustendo la rete di avvocati a disposizione dell’associazione, aprendo anche al diritto amministrativo, usando il sito per chiarire dubbi sui diritti legati ai rapporti di lavoro, creando nuovi sportelli per i colleghi.

In ultimo la questione generazionale. Dal riconoscimento della questione generazionale e dalle politiche che saremo in grado di mettere in campo dipende il futuro di questo sindacato. I giovani sono in questo momento vittime di un precariato eterno, di una instabilità lavorativa enorme che si trasforma in isolamento per trovare lavoro, in scarsa coesione tra di loro e in rancore nei confronti dei garantiti (e del sindacato). Avere scelto delegati per le politiche giovanili, avere un blog Edit da oggi in rete in cui far sentire la loro voce, per ascoltarli nelle loro peregrinazioni quotidiane, mettere a loro disposizione una sala sindacale rinnovata nei collegamenti di rete e aperta a tutti i freelance, anche a quelli non iscritti al sindacato, per farli lavorare nelle condizioni migliori rappresentano l’investimento più importante per il futuro comune

Segreteria Associazione Stampa Romana