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Stampa Romana denuncia il licenziamento dei redattori di Teleagenzia1. La solidarietà del Cdr del Messaggero

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Roma, 20 dicembre. L’Associazione Stampa Romana denuncia il licenziamento in tronco della redazione di Teleagenzia1, che fornisce servizi radio e tv sia nel Lazio che a livello nazionale: i colleghi dell’agenzia, al rientro dalle giornate di sciopero decretate dalla Fnsi, hanno trovato la redazione chiusa, la serratura cambiata e hanno appreso che “per motivi di riorganizzazione del processo produttivo” dovevano considerarsi tutti licenziati. L’Associazione Stampa Romana ha già dato mandato ai suoi legali non solo di impugnare i licenziamenti e intervenire contro i comportamenti antisindacali della proprietà, ma anche di esaminare la situazione della cooperativa editrice, dagli eventuali finanziamenti pubblici alla regolarità contrattuale e contributiva dei giornalisti che lavorano per questo service radio-tv.
Il sindacato, oltre a esprimere la solidarietà alla redazione, annuncia che tutelerà i colleghi in tutte le sedi.

Roma, 20 dicembre 2006

Il Comitato di Redazione del Messaggero esprime solidarietà per i colleghi di Teleagenzia 1, agenzia giornalistica di servizi, che sono stati licenziati in massa subito dopo aver aderito, per la prima volta, allo sciopero indetto dalla Fnsi per le radio e le tv di lunedì e martedì scorso. Ieri mattina, a sciopero appena concluso, è stato comunicato il licenziamento di quattro giornalisti, redattori effettivi dell’Agenzia. La motivazione, pretestuosa, non fa naturalmente riferimento all’adesione allo sciopero, comunicata dai colleghi con alcuni giorni di anticipo sullo stesso. Solo pochi giorni fa, i colleghi avevano nominato un fiduciario di redazione come rappresentante sindacale. Anche lui è stato licenziato. Dietro questa vicenda ci sono anni di abusi, vessazioni, pagamenti in nero, scorrettezze di ogni genere, violazioni contrattuali e deontologiche. Nei giorni in cui tutta la categoria è impegnata in una dura vertenza contrattuale, anche e soprattutto in difesa dei meno tutelati, il Cdr del Messaggero non può che esprimere preoccupazione e indignazione per questa vicenda, esemplare di come si sono deteriorati i rapporti di lavoro nella professione giornalistica

Il Cdr del Messaggero

Riceviamo da Teleagenzia1 la seguente comunicazione che pubblichiamo:

“A/R Anticipata via e-mail

Oggetto: Diffida e richiesta di smentita.

Apprendiamo dalla lettura di un Vostro comunicato stampa, diffuso il giorno 20 c.m., che codesto sindacato ha affermato che la nostra agenzia di informazione (Teleagenzia1) avrebbe proceduto a dei licenziamenti di giornalisti con la motivazione di aver aderito allo sciopero indetto da codesta associazione sindacale.

A tal proposito ci teniamo a precisarVi che quanto da Voi affermato, evidentemente senza alcun doveroso oggettivo riscontro, è totalmente falso e destituito di ogni fondamento, in quanto non solo le interruzioni di rapporti di lavoro sono antecedenti alle giornate di sciopero indette da codesto sindacato di categoria, ma esse discendono da decisioni organizzative assunte molto tempo prima da giornalisti soci della cooperativa titolare della agenzia, indipendentemente dalle iniziative sindacali per il contratto della categoria, e già note agli interessati.

Sgomenti circa il come una rispettata associazione sindacale, a cui la gran parte dei soci della cooperativa sono iscritti, faccia simili errori, non possiamo non diffidare codesto nostro sindacato dal continuare a diffondere anche tramite il proprio sito, le suddette notizie false. In difetto ci vedremo costretti a tutelare la nostra immagine dalla oggettiva “diffamazione a mezzo stampa” presso l’autorità competente.

Circa il mandato dato ai Vostri legali, di esaminare “la situazione della cooperativa editrice, dagli eventuali finanziamenti pubblici alla regolarità contrattuale e contributiva dei giornalisti” annunciato con uno strano sapore intimidatorio di “chi sa chi sa che cosa” ci auguriamo che detto mandato sia nell’ambito e nel rispetto della legge e non basato su altrettante notizie non verificate, false e destituite di fondamento come per le ragioni del licenziamento. Nel qualcaso anche per questo comportamento, secondo noi, è giusto che veniate chiamati, in quanto sindacato, alle responsabilità e al risarcimento dei danni procurateci.

Ad ogni buon conto, per una Vostra migliore comprensione del caso Vi inviamo, noi, copia della lettera di licenziamento e copia della ricevuta della spedizione; come sarà nostra cura presentare, nella opportuna sede legale, tutta la documentazione comprovante le motivazioni ed i tempi dell’interruzione del rapporto di lavoro.

Si richiede, inoltre, la smentita di quanto affermato con la pubblicazione di altro comunicato sullo stesso mezzo e con la stessa evidenza.

Distinti saluti

Micigliano lì, 23/12/2006

L’Amministratore

Vincenzo Pallante”

La nostra risposta:

La informiamo che nel nostro comunicato non c’è scritto che “Teleagenzia 1 ha proceduto a dei licenziamenti di giornalisti con la motivazione di aver aderito allo sciopero indetto dal sindacato”, ma abbiamo scritto “per motivi di riorganizzazione del processo produttivo” come da voi comunicato ai colleghi.

In ogni caso, il sindacato è tenuto a difendere i giornalisti licenziati che si rivolgono a noi e a verificare la regolarità delle assunzioni, del trattamento contributivo ed economico dei propri iscritti, oltre a tutelare ogni loro diritto.

Rimaniamo in attesa, pertanto, della documentazione cui fa riferimento nella comunicazione.

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