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Sciopero a La7: l´Unità denuncia, l´azienda prende giornalisti esterni per aggirarlo

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Roma, 6 dic 2008 – I giornalisti sono in sciopero. E chissenefrega, ne prendiamo altri e li paghiamo “a gettone”. Ennesimo brutto episodio nella vertenza sindacale vede i giornalisti de La7 in stato di agitazione. Questa volta, l’azienda ha aggirato lo sciopero chiamando a lavorare dei giornalisti esterni, pagandoli per la prestazione. «Nonostante l´astensione in video e in voce dei giornalisti di La7 – scrive il Comitato di redazione in un comunicato – azienda e direzione hanno deciso di mandare in onda sul canale digitale terrestre a pagamento le telecronache della partite di calcio del campionato di serie A e B. L´ assemblea di redazione di La7, per protestare contro la chiusura totale dell´azienda nella trattativa sul licenziamento di 25 colleghi ha votato giovedì scorso l´astensione audio-video. Da ieri – prosegue il comunicato – con un grave atto che attacca direttamente i diritti sindacali, i vertici di La7 aggirano lo sciopero dei giornalisti ricorrendo al lavoro di collaboratori esterni pagati “a gettone”. Non sono questi i comportamenti che possono favorire una trattativa seria sul vero oggetto della vertenza, ovvero la salvaguardia dei posti di lavoro».

Disgustato anche il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti: «Non ci piace per nulla – ha detto – è molto grave e sorprende che un´azienda così prestigiosa utilizzi questi mezzi per piegare l´autonomia sindacale dei giornalisti dell´emittente». «Esprimendo la nostra piena solidarietà ai giornalisti – prosegue – Articolo21 ribadisce che sarà al fianco del Cdr in tutte le sedi e si augura che la politica dedichi a La7 la stessa attenzione che legittimamente ha dedicato alla vicenda di Sky».


Questo sabato, e così pure il prossimo, sono in sciopero anche i giornalisti di Videonews, ovvero le redazioni dei programmi Matrix, Mattino 5, Pomeriggio 5 e Verissimo, in onda su Mediaset. È la prima volta che succede: i giornalisti sono esasperati perché l’azienda ha snaturato l’informazione della rete, cancellando via via gli appuntamenti di approfondimento e moltiplicando quelli “rosa” e di gossip. «La protesta – spiegano – nasce dal rifiuto, da parte dell´Azienda di proseguire nel dialogo avviato con i giornalisti dopo aver cambiato radicalmente il tipo di informazione prodotto dalla testata fino allo scorso anno con la chiusura di programmi di approfondimento come tra gli altri “Tempi Moderni´ e “Top Secret”». «Dopo aver prospettato più volte il ripristino di un settimanale di inchiesta – spiega il Cdr – l´Azienda ha disatteso gli impegni presi con la redazione confermando i programmi in massima parte di intrattenimento. Ad un clima già difficile, si aggiunge il peggioramento dei rapporti sindacali tra il Cdr e l´Azienda che nelle settimane scorse ha rifiutato qualsiasi trattativa o dialogo sull´utilizzo delle nuove tecnologie all´interno della testata». La nota del Cdr conclude auspicando di «poter riaprire al più presto la pianificazione delle assunzioni dei colleghi che da anni lavorano con contratti a tempo determinato». (l´unità)

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