MILANO, 24 feb 2010 – Newton torna in edicola dopo 18 mesi di assenza. Rispetto al passato tante sono le novita´ del mensile scientifico incluso lo spazio che sara´ sul web, diverso e complementare rispetto a quello che si potra´ leggere nel mensile. E proprio sul web, dove il sito – accessibile con una password – e´ attivo da dicembre la rivista ha gia´ ottenuto quattromila abbonamenti sulla fiducia fra i lettori della precedente versione. Il primo numero e´ stato tirato in 130 mila copie. L´obiettivo per questo primo anno e´ di arrivare a 35 mila sottoscrizioni e 100 mila copie vendute in edicola. Prezzo di 3,90 euro, copertina lineare e strilli attaccati su un cartoncino che si puo´ staccare, ´´Newton deve essere come un libro e come tale tenuto e conservato´´ ha spiegato il direttore Cristiano Taglioretti. Sono quattro le sezioni principali del giornale, ciascuna con il nome di un grande scienziato e un tema generale: Darwin (le scienze dell´uomo), Leonardo (le scienze della societa´), Einstein (le scienze della terra) e Galileo (le scienze dell´ universo). Al lavoro collaborano personaggi celebri come Rita Levi Montalcini, che contribuiva anche alla precedente edizione, e molti ricercatori ´´che fanno cose interessantissime – ha spiegato il responsabile scientifico Federico Pedrocchi – ma non hanno esperienza di divulgazione´´. Il lavoro della redazione e´ quello di rendere il loro linguaggio accessibile a tutti con articoli piu´ snelli ed altri corposi che vogliono fare il punto della situazione su un singolo tema, che non fanno solo scoprire nuove frontiere ma affrontano anche problemi concreti. L´idea – soprattutto con il sito – e´ di diventare un punto di incontro fra industria, commercio, ricerca e universita´, come ha spiegato l´editore Alessandro Donati, di Ri.do srl, la societa´ che ha preso in license da Rcs la testata con un piano quinquennale. ´´E´ un patrimonio che abbiamo voluto recuperare – ha concluso Donati alla presentazione a cui ha partecipato anche il segretario Fnsi Franco Siddi -. Il pubblico era un po´ orfano di una divulgazione scientifica ma comprensibile´´. (ansa)