ROMA, 24 feb 2010 – Che cosa hanno in comune L´Unita´, Il Foglio, L´Araldo della Lomellina e Italia ornitologica? Tirano tutti un sospiro di sollievo per la proroga dei fondi al´editoria. La chiave di tutto e´ l´approvazione dell´emendamento alla legge comunitaria, alla Camera, che ha sospeso per tutto il 2010 i tagli ai finanziamenti all´editoria di partito, reintroducendo il principio del ´´diritto soggettivo´´ ai fondi. La fetta maggiore dei finanziamenti riguarda le storiche testate di partito. Ma non saranno solo loro a beneficiare del provvedimento della Camera. Sono tante le testate che a vario titolo percepiscono un aiuto dallo Stato. E cosi´, accanto al Secolo d´Italia all´Avvenire, si trovano pubblicazioni ´´di nicchia´´ come L´eco di Galliate, la Gazzetta della Martesana, Il corriere di Saluzzo, e molte altre su questo genere. Le leggi che si sono succedute negli anni hanno creato una disciplina complessa, che ha allargato le maglie dell´aiuto di Stato. Nel 2007, secondo i dati che si possono reperire sul sito del dipartimento dell´editoria, furono in tutto 248 le testate che attinsero ai contributi. I giornali di partito in senso stretto sono 14: a loro, sempre nel 2007, andarono oltre 25milioni di euro. Per avere diritto al contributo basta essere collegati a un partito che fino al 2005 ha avuto un proprio gruppo parlamentare. In questo modo ricevono contributi anche giornali di partiti non piu´ presenti in Parlamento, come Liberazione (Prc, nel 2007 prese 3miloni e 700mila euro), Rinascita della sinistra (Pdci 934mila euro), Europa (Margherita, 3miloni e 500mila) Il Secolo d´Italia (An, 2.900mila) oltre a giornali di partiti ancora sulla cresta dell´onda, come l´Unita´ (Pd, oltre 6milioni di euro), o La Padania (Lega Nord, 4milioni). Altra categoria, quella dei vecchi giornali collegati a parlamentari (un tempo bastava ´agganciarsi´ a due deputati o senatori e il gioco era fatto) che si sono trasformati in cooperativa: e qui troviamo Il Foglio (3milioni 700mila) , Aprile (206mila) La Voce Repubblicana (624mila). Soldi arrivano anche ai giornali delle minoranze linguistiche, come Dolomiten (circa un milione e mezzo di euro). Ci sono poi le cooperative di giornalisti: in questa categoria ci sono Il Manifesto (4 milioni 300mila), Left (500mila), Nuova Ecologia (500mila), Noi Donne (140mila), ma anche testate che non hanno niente a che fare con il dibattito politico, come Suono Stereo Hi fi (91mila), Motocross (500mila), o la storica testata musicale Mucchio selvaggio (451mila). Ma la categoria che riserva le maggiori sorprese e´ quella dei giornali che vengono da enti no profit e senza scopo di lucro. La stragrande maggioranza delle 134 testate in questione sono di carattere religioso e vengono edite dalle diocesi locali. Ci sono giornali e riviste prestigiose come Avvenire (oltre 6 milioni) Famiglia cristiana, (312mila euro) o La Civilta´ cattolica (64mila euro) ma anche una quantita´ di piccole pubblicazioni parrocchiali. Si va da L´amore vince (6mila euro) a Vita Giuseppina (nel senso di San Giuseppe, 27mila euro) passando per la vivace attivita´ editoriale di Vigevano, dove la locale diocesi pubblica L´Araldo lomellino (35mila euro) e Aurora della lomellina (43mila euro). Se ognuna di queste testate ringrazia, ce ne sono altre che non hanno motivo di gioire. L´emendamento votato ala Camera ha infatti tagliato i finanziamenti per aiutare le tv e le radio locali e nazionali a sottoscrivere abbonamenti alle agenzie di stampa. Altri tagli riguardano le tv dei giornali nazionali come Repubblica Tv e Corriere tv. (ansa)