ROMA, 9 mar 2010 – Come ando´ il confronto fra Napolitano (foto) e Berlusconi la sera di giovedi´ scorso, durante l´incontro che si concluse senza la firma del decreto salvaliste presentato dal presidente del Consiglio? Il Capo dello Stato non ha nascosto che ci fu una netta contrapposizione, ha definito l´incontro ´´teso´´, ma non accetta che si facciano ricostruzioni ´´fantasiose´´ e ´´inconsistenti´´ che parlano di minacce, ricatti e cedimenti. Le cose sono andate come ho spiegato io stesso sabato sera sul sito del Quirinale, fa sapere il presidente della Repubblica con una nota ufficiale. In quell´intervento, rispondendo alle lettere di due cittadini che gli chiedevano, l´uno di firmare e l´altro di non farlo, ha scritto che ´´la vicenda e´ stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l´acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali´´. ´´Un effettivo senso di responsabilita´ – ha aggiunto – dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri´´. Non e´ poco, detto dal presidente della Repubblica, da un presidente che misura le parole e fa di tutto per attutire e attenuare le divergenze. Non e´ poco e dovrebbe essere creduto, ha osservato il Quirinale facendo osservare che ´´si continuano a leggere su alcuni giornali e agenzie di stampa, con ripercussioni anche nel dibattito politico-istituzionale, ricostruzioni per tanti aspetti inconsistenti, se non fantasiose, dell´incontro´´. Nessuno e´ autorizzato a dire che il presidente della Repubblica abbia taciuto una parte dell´accaduto, perche´ egli, nella risposta a due cittadini pubblicata sabato scorso sul sito web del Quirinale, ha esposto i termini corretti degli eventi e delle relative problematiche, proprio per non alterare la serena e consapevole valutazione della intera vicenda´´. Espressioni che lasciano trasparire l´amarezza e l´irritazione del presidente di fronte a resoconti di agenzie e ad articoli e commenti che danno dell´incontro una versione che parla di contrapposizione violenta e di ultimatum minacciosi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza e del non cale pare sia stata la notizia di agenzia che in serata ha riferito l´infuocato intervento del senatore Pancho Pardi che, nell´aula di Palazzo Madama, ha fornito una versione perfino sceneggiata dicendo: ´´Il presidente del Consiglio si e´ permesso di minacciare il Capo dello Stato dicendo ´io sono eletto dal popolo e tu no quindi fai come dico io´. La minaccia del premier a Napolitano e´ un comportamento da perfetto energumeno istituzionale´´.Una ricostruzione a base di ricatti e minacce di impeachment circolava gia´ da lunedi´ sera a Montecitorio e dintorni, sulla base di voci non confermate, e alcuni giornali l´hanno ripresa. La versione di Napolitano e´ che giovedi´ sera rifiuto´ un testo di decreto che presentava evidenti vizi di incostituzionalita´, corretti nella piu´ mite versione del giorno dopo, in modo da permettere al capo dello Stato di vararlo anche senza condividerne il contenuto politico. Quanto all´inefficacia del decreto, almeno finora, ai fini di riammettere la lista Pdl della provincia di Roma, attenti osservatori esterni alla presidenza della Repubblica hanno fatto notare che sabato, nella lettera aperta esplicativa, Napolitano ha parlato sempre e soltanto della Lombardia, dove rischiava l´esclusione il candidato presidente uscente. (ansa)