Roma, 17 mar 2010 – Le tribune elettorali fanno precipitare gli ascolti della Rai e arriva il momento di fare i primi conti perche´ il crollo dell´audience cammina di pari passo con quello degli incassi degli spot. In ogni puntata di Annozero vanno in onda – in media – 20 spot venduti all´inserzionista a un prezzo di listino di 80 mila euro. Una somma complessiva che supera il milione di euro di incasso di cui alla Rai va circa il 30%. Ballaro´ ´vale´ tra i 500 e i 720 mila euro. Porta a Porta frutta alla Rai 4 0 5 volte il costo della puntata stimato tra i 40 e 50 mila euro. Cifre di massima – da elaborare e interpretare – ma significative per capire quanto la par condicio abbia colpito non soltanto i conduttori – privati della possibilita´ di andare in onda e fare il loro mestiere – ma anche le casse dell´azienda, per la verita´ non troppo floride di questi tempi. E´ il tema del danno quello sul quale si sono focalizzati i commenti come quello del ex ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni e Antonio Di Bella, direttore di Raitre, mentre Bruno Vespa e´ certo che la Rai manterra´ la promessa di recuperare le perdute puntate. Controcorrente Francesco Pionati, uno dei protagonisti della prima conferenza stampa dei rappresentanti di lista (insieme con La Destra, la Lega Nord e il Pdl), andata in onda in prima serata su Raitre al posto di Ballaro´ con il magro risultato di 2,47% di share con 718 mila telespettatori. ´´Ieri – sottolinea Gentiloni – esordio delle Tribune elettorali in prima serata (come da regolamento-bavaglio). Risultato, 2,4% per Rai Tre che le ospitava e disfatta Rai (37,5% contro il 42,5% di Mediaset). La chiusura dei programmi di informazione sostituiti dalle Tribune sta per fortuna premiando le tv che, grazie al Tar, possono continuare a fare i talk: l´altro ieri L´Infedele di Gad Lerner ha avuto ascolti non da La 7 ma da Rai´´.´´E´ un grave danno per la rete e per l´azienda – dice Di Bella – che abbiamo cercato invano di evitare in ogni modo proponendo soluzioni alternative che tenessero conto del regolamento della vigilanza. Al di la´ di valutazioni e polemiche politiche credo che siamo di fronte a una sconfitta per l´informazione, il giornalismo e anche la politica´´.´ ´Non c´e´ dubbio che il calo di ascolti nella seconda serata di Raiuno – ammette Vespa – procuri attualmente un calo degli introiti pubblicitari. E´ noto da anni che Porta a Porta rende in termini pubblicitari quattro o cinque volte quello che costa ma poiche´ l´azienda si e´ impegnata a farci recuperare le serate, immagino che il mancato incasso di questi giorni potre´ essere recuperato´´. Insomma il danno c´e´ e si ripercuote anche sulla platea televisiva: cosi´ l´Unita´ lancia la sua provocazione e propone di devolvere il canone – almeno per questo periodo della par condicio – in attivita´ umanitarie. Subito arriva l´adesione della scienziata Margherita Hack e – contemporaneamente – il Pdl lancia i propri stralli verso una proposta definita ´devastante´. Messi a tacere in tv, debuttano le piazze: Giovanni Floris va a Torino per il confronto Cota-Bresso, domani Santoro va a Bologna per invitare la cittadinanza a partecipare in modo massiccio all´evento Rai per una notte (25 marzo al Paladozza). ´´L´atteggiamento del servizio pubblico – dice Emma Bonino tirando un po´ le somme della questione – tende a negare, e non da oggi, la possibilita´ di conoscere per deliberare. Questo e´ uno degli elementi di una democrazia e di qualunque sistema, ma questo non avviene e c´e´ davvero da interrogarsi su cosa sia e cosa possa essere il servizio pubblico oggi´´. (ansa)