Roma, 17 mar 2010 – Scossa in questi giorni dalle polemiche legate alle indiscrezioni sull´inchiesta di Trani, l´Autorita´ per le garanzie nelle Comunicazioni affronta domani mattina la vicenda di Giancarlo Innocenzi, il commissario indagato per favoreggiamento e coinvolto nelle intercettazioni in quanto contattato dal premier Silvio Berlusconi per bloccare Annozero. Sotto la lente del Consiglio, le possibili violazioni del Codice etico dell´Agcom. Ma sembra difficile che si arrivi a una decisione: piu´ probabile – a quanto si apprende – e´ che si attivi l´ufficio giuridico per le verifiche del caso. L´appuntamento e´ alle 9.30. L´ordine del giorno della riunione – che precede quella gia´ convocata con ben 18 punti previsti – richiama l´articolo 1 comma 2 del Codice etico (che prevede che per i componenti dell´Autorita´ le funzioni del Comitato etico, e quindi la vigilanza sul rispetto del Codice stesso, spettino al Consiglio) e si riferisce a ´´notizie di stampa riguardanti l´Agcom´´. Non sarebbero arrivati, al momento, a via Isonzo atti, comunicazioni formali o richieste dalla procura di Trani: sotto gli occhi dei commissari ci sono solo trascrizioni e stralci di conversazioni telefoniche usciti sui giornali, abbastanza pero´ per sollevare un polverone che rischia di coinvolgere l´intero organismo di garanzia. Non a caso il presidente Corrado Calabro´ ha rivendicato con forza ´´indipendenza, rispetto delle istituzioni, lineare applicazione della legge´´ come ´´stella polare´´ della sua attivita´. ´´Da quello che ho letto risulterebbe che sono state esercitate pressioni su singoli componenti dell´Autorita´, ma che queste pressioni non hanno avuto effetto perche´ l´organismo ha retto. Non si comprende, quindi, perche´ dovremmo essere cacciati via tutti. Semmai mi aspetterei che qualcuno ci dicesse grazie, perche´ malgrado le pressioni l´Autorita´ ha tenuto la schiena dritta´´, ammonisce oggi il commissario Sebastiano Sortino. ´´Confido che venga trovata una soluzione unitaria, rispettosa dei diritti e dello stato di diritto, che non prevede scorciatoie ne´ che si agisca sulla base di impulsi emotivi´´, frena il commissario Stefano Mannoni. Assaggi del confronto di domani che vedra´ contrapporsi, in un clima certamente teso, le posizioni di chi punta a un accertamento rapido e rigoroso dei fatti e quelle di chi invoca cautela nella valutazione di una vicenda dai contorni non ancora definiti. E´ possibile che il presidente Calabro´ introduca il tema e che lo stesso commissario Innocenzi dica la sua. Ma e´ difficile che si arrivi a un voto (peraltro non all´ordine del giorno). Piu´ probabile e´ che si avvii una riflessione e si investa l´ufficio giuridico delle verifiche del caso. Tra i doveri richiamati dal Codice etico per componenti e dipendenti dell´Agcom, un comportamento ´´ispirato a lealta´, imparzialita´, diligenza, nonche´ a correttezza personale´´ e l´impegno ad operare ´´con imparzialita´, senza indulgere a trattamenti di favore´´, ad assumere ´´le proprie decisioni nella massima trasparenza´´ e a respingere ´´indebite pressioni´´. Sempre in base al Codice, il Consiglio puo´ chiedere – su proposta del presidente – un parere al Comitato etico esterno (composto da due presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Riccardo Chieppa e Franco Bile, e dal presidente del Tar del Lazio, Pasquale De Lise) che si attiva cosi´ per svolgere un´istruttoria. Una volta ricevuto il parere del Comitato, il Consiglio decide sulle eventuali iniziative da intraprendere. Ma anche nel caso in cui venissero accertate eventuali violazioni, non e´ chiaro quali sanzioni possano essere adottate e da chi: sul punto, la legge e lo stesso Codice sono vaghi e non si esclude che, visto che i commissari sono di nomina parlamentare, l´ultima parola spetti alle Camere. (ansa)