Quando i microfoni sono messi a tacere e gli occhi delle telecamere sono stati spenti, viene persa un’occasione, viene calpestato un diritto costituzionale: la libertà d’informazione. In tutti i campi, e quindi anche nell’ambito politico ed istituzionale, i media, i giornalisti, svolgono un ruolo determinante per formare le coscienze. Al tempo stesso ogni coscienza può scegliere di ascoltare la voce che più ritiene idonea per le proprie aspettative. Certo è che alle coscienze non può essere sottratto il diritto di scelta. Oggi il clima è preoccupante: dal divieto di pubblicazione delle intercettazioni, al caso Agcom, dai tagli alle piccole emittenti locali, all’oscuramento di programmi di approfondimento. Questo non è accettabile. Riapriamo gli occhi di un’informazione che può essere scelta, capita e, perché no, anche criticata. Ma riapriamo gli occhi sul mondo.