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Libertà di stampa: Sicilia, Lombardo indagato per associazione mafiosa querela giornalisti e pentito

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Palermo, 29 mar 2010 – Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha depositato un´istanza, attraverso i suoi legali, con la quale chiede ´´di essere sentito immediatamente su tutte le circostanze emerse nell´ articolo pubblicato oggi da Repubblica´´, che ha anticipato la notizia dell´iscrizione del Governatore nel registro degli indagati con l´accusa concorso esterno in associazione mafiosa, preannunciando querele nei confronti dei giornalisti autori del servizio e del pentito che lo chiama in causa. Lo ha reso noto l´avvocato Carmelo Galati, difensore di Lombardo, il quale ha aggiunto che il Governatore ´´e´ altresi´ disponibile ad essere sentito su qualsivoglia circostanza, atteso che non conosce il signor Avola che per primo ebbe a dichiarare di presunti incontri che sarebbero avvenuti negli anni ´90, oggi ulteriormente modificate dopo la mancanza di riscontri attraverso le indagini espletate dalla Procura´´. Lombardo ha inoltre dato mandato ai propri legali di procedere contro i giornalisti di Repubblica per violazione del segreto istruttorio ´´´attese le evidente connessioni – ha detto l´avvocato Galati – con il caso di Trani che ha riguardato il presidente del consiglio´´. Il Governatore ha infine dato mandato di procedere per calunnia ´´contro qualsivoglia soggetto che a qualunque titolo lo chiama in causa´´ ribadendo la sua ´´totale estraneita´ a qualsiasi ipotesi che lo possa, anche lontanamente, associare alla mafia´´. (ansa)

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