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Libertà di stampa: ha un nome musulmano, Usa negano visto a giornalista al seguito di Sarkozy

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Washington, 5 apr 2010 – Niente visto per gli Stati Uniti per un giornalista francese con un nome musulmano al seguito del presidente Nicolas Sarkozy. A riportare il caso di Said Mahrane, giornalista di nazionalità francese nato in Algeria, che scrive per il settimanale ´Le Point´, è il quotidiano americano ´The Washington Post´ lo scorso primo aprile. Poco prima dell´inizio della visita di Sarkozy negli Usa, i giornalisti accreditati presso l´Eliseo avevano presentato la richiesta per il visto all´ambasciata americana a Parigi. A tutti i colleghi con ´nomi tradizionali francesi´ è stato concesso il visto nel giro di un paio di giorni, ma a Mahrane non è stata data alcuna risposta. A nulla è valso l´intervento del consigliere del presidente Sarkozy per la politica estera, Jean-David Levitte, che ha chiamato personalmente l´ambasciata reiterando le credenziali di Mahrane: il giornalista è stato costretto a rimanere in Francia. Secondo il ´Post´, da quando il presidente americano Barack Obama ha chiesto alle agenzie di sicurezza statunitensi di rafforzare i controlli sui voli diretti negli Usa, in risposta al fallito attentato di Natale perpetrato dal nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab, “è aumentato il rischio di ´problemi amministrativi´ per coloro che richiedono un visto d´ingresso e che hanno un nome che ricordi quello di sospetti terroristi”. Secondo un funzionario dell´ambasciata americana a Parigi, che ha preferito rimanere anonimo, può accadere che un nome venga segnalato una volta inserito nel sistema di sicurezza stilato dalle agenzie d´intelligence, ed è un´eventualità molto frequente per i nomi musulmani. Un´altro caso riportato dal ´Post´ è quello di ingegnere ventisettenne di Lione, Mohamed Youcef Mami, laureato in una università francese d´elite ed ammesso ad un master in finanza della presigiosa università americana di Berkeley, in California. Dopo aver presentato regolare richiesta di visto, Mami non ha ricevuto alcuna risposta, e non è potuto partire in tempo per l´inizio delle lezioni. Disperato, ha inviato una mail all´ufficio di corrispondenza del ´Post´ a Parigi, ed è solo dopo che il quotidiano americano ha iniziato a seguire il caso che il visto è stato concesso. (adnkronos)

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