Tokio, 12 apr 2010 – Il premier nipponico, Yukio Hatoyama, ha espresso il proprio dispiacere per la morte del cameraman giapponese negli scontri di sabato a Bangkok, annunciando di aver formalmente richiesto al governo thailandese ´indagini adeguate´ per far luce sul tragico episodio. ´La morte di Hiroyuki Muramoto è un fatto tragico e ho già chiesto al governo di Bangkok di investigare in maniera adeguata sulle cause dell´incidente´, ha riferito Hatoyama ai giornalisti prima di imbarcarsi per Washington, in vista del vertice internazionale sulla sicurezza nucleare. Il primo ministro ha aggiunto di aver raccomandato all´esecutivo thailandese “ulteriori sforzi” per assicurare l´incolumità dei cittadini giapponesi nel Paese asiatico, teatro di violenti scontri tra manifestanti antigovernativi e forze armate. Muramoto, 43 anni, cameraman dell´agenzia Reuters, è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco al torace durante i sanguinosi scontri di sabato a Bangkok, che secondo l´ultimo bilancio hanno causato 21 morti e oltre 850 feriti. La famiglia di Muramoto, rappresentata dai genitori, la moglie e le due figlie, è partita domenica per la Thailandia, accompagnata da tre colleghi di lavoro del cameraman. AUTOPSIA, 9 CAMICIE ROSSE UCCISE A COLPI FUCILE Nove “camicie rosse” morte negli scontri di sabato a Bangkok sono state uccise da colpi sparati da “fucili ad alta potenza”, che li hanno centrati al petto e alla testa. Lo ha stabilito l´autopsia effettuata su 11 delle 21 vittime delle violenze. Un altro manifestante è morto a causa di un infarto dovuto a una malattia preesistente. I medici legali hanno poi esaminato la causa del decesso del cameraman giapponese Hiroyuki Miramoto, ma su richiesta dei familiari non hanno reso pubblici i risultati. Ieri il portavoce del governo thailandese, Panitan Wattanayagorn, aveva negato l´uso di proiettili veri da parte dei militari, sostenendo che l´esercito, rispettando le regole d´ingaggio, aveva usato pallottole di gomma, sparando solo per legittima difesa. (ansa)