Perugia, 17 apr 2010 – Ancora disorientato per il premio Pulitzer assegnato a un giornale on line, per giunta non profit, per giunta con un nome latino (il riconoscimento è andato all´inchiesta di Pro Publica sulla malasanità omicida travolta dall´uragano Katrina), il giornalismo internazionale si ritrova per il quarto anno sul colle ventoso di Perugia, sede dell´Ijf, acronimo – questa volta britannico – che sta per International journalism festival. Trecento i giornalisti invitati a parlare (si farebbe prima a dire chi non c´è): sul palco Paul Steiger, fondatore e direttore della newyorkese Pro Publica e già direttore del Wall Street Journal, quindi Dexter Filkinf, celebre corrispondente di guerra del New York Times, che il premio Pulitzer lo ha vinto nel 2009. E infine Al Gore, in prima fila contro il riscaldamento globale e non a caso, editore di successo con l´arrembante Current tv, da un anno presente in Italia. La cinque giorni perugina parte mercoledì 21 per finire domenica 25, con un´anteprima al martedì densa di significato: la pianta d´ulivo alla memoria di Peppino Impastato, segata in quel di Bergamo da ignoti, verrà ripiantata nel giardino panoramico della città, si spera con esiti diversi. In serata Antonello Caporale inviterà i presenti nel suo barcone della politica, con l´amichevole contributo di Francesco Paolantoni, Nicola Vicedomini e Paolo Pallante. Interviste, incontri e le dieci domande. Il direttore di Repubblica Ezio Mauro parlerà del caso delle dieci domande a Berlusconi, un modo per raccontare i rapporti fra informazione e potere. Quattro i personaggi chiamati a confessarsi in pubblico: Marcello Lippi, Enrico Mentana, Carmen Consoli e Gianni Mura. Quattro lingue senza peli che dovrebbero mettere sale nella pietanza giornalistica, specie nel caso del ct azzurro, ormai prossimo all´avventura dei Mondiali in Sudafrica. Tra gli incontri speciali quelli con Diego Buñuel, filmaker che del surrealismo di nonno Luis ha preso ben poco, salito alla ribalta con la serie ´Don´t tell my mother´, documentari crudi e scanzonati sulla gente comune nelle zone di guerra, e ancora Sherin Salvetto di Fox channels Italy, Henrik Eklund e Toby Hartwell dell´Associated press, l´autore di “Videocracy” Erik Gandini. Di particolare rilievo, per la modernità dell´impianto comunicativo, i keynote speech di Javier Moreno, direttore di El Pais, e di Luca De Biase di Nòva 24, che insieme a Steiger formano il terzetto di relatori-moderatori gli sviluppi. Media 140. Dopo aver fatto tappa a Londra, Sydney e Perth la grande kermesse giornalistica itinerante arriverà a Perugia venerdì 23. L´argomento sarà squisitamente tecnico, sulla natura di un mestiere interconnesso e in tempo reale e sugli effetti che tutto ciò produce. Sono previsti gli interventi di Tom Loosemore di Channel 4, Kevin Marsh del College of journalism Bbc, Mark Glaser di Mediashift, Mooed Ahmad direttore di Al Jazeera, Meg Pickard e Cris Thorpe di The Guardian e molti altri ancora. Farà da appendice un evento speciale dedicato all´enogastronomia (malgrado le miserevoli figure italiane all´estero il boccone tricolore mantiene il suo appeal), con il meglio dell´editoria web nel settore food and wine. Donne, media e potere. Quattro gli incontri riservati alla presenza femminile nel giornalismo italiano e a come il corpo delle donne viene trattato dai media nazionali. De Gregorio, Berlinguer, Rodotà, Perina, Gagliardi, Serra, Zanardo, Tagliabue, Laurenzi e altre ancora, compreso qualche raro maschio in rispetto delle “quote celesti”. Una scelta voluta, quella del Festival del giornalismo, per offrire alla delicata materia almeno un appuntamento al giorno. Gli incontri della Columbia Journalism Review. La rivista di giornalismo più prestigiosa del mondo organizza quattro dialoghi sul futuro dell´informazione moderati dal direttore dell´edizione on line Justin Peters e da Megan Garber, dell´edizione cartacea. Anche in questo caso è folta la rappresentanza di nomi stranieri (Emily Bell di The Guardian, Richard Sambrook, direttore Bbc Global news, ma anche degli italiani Marco Pratellesi, Alessandro Gilioli, Luca Sofri e del nostro Vittorio Zambardino. Che racconterà ogni giorno sul suo blog il Festival. Eretici digitali. Proprio Zambardino e Massimo Russo, autori del libro “Eretici digitali”, hanno deciso di devolvere i loro diritti d´autore per un premio destinato ai nuovi progetti di inchiesta basati sull´uso innovativo delle tecnologie (corwdsourcing, giornalismo collaborativo, mash-up, web 2.0). Alla premiazione-dibattito saranno presenti, oltre gli autori, Koro Castellano presidente Opa Europa e Marco Pancini di Google Italia. Tutto il resto è news. Cos´altro aggiungere? Che ci sarà da sorridere con Vittorio Zucconi, Massimo Gramellini e Michele Serra sul caratteraccio degli italiani, da indignarsi con gli intrecci su mafia e potere (il giudice Ingroia, Sigfrido Ranucci di Report, Sandro Ruotolo e Gianni Barbacetto), da riflettere con Eugenio Scalfari, Giuseppe Tornatore e Walter Veltroni su “Memoria del passato e speranze per il futuro”. E ancora le inchieste sulle malefatte del Vaticano (Belpietro, Nuzzi di “Vaticano spa”, Philippe Ridet di Le Monde), presentazioni di libri (Beaumont, Casadio, Lerner, Mason, Stothard) , documentari di Cult, il canale Sky, la rassegna stampa di Diego Bianchi in arte “Zoro”, i collegamenti radio con “Radio anch´io” e Radio Capital, insomma, una grande abbuffata che non lascia scoperto un solo segmento dell´informazione. Sul sito ufficiale sito si trovano gli appuntamenti scanditi giorno per giorno e gli stage destinati ai più giovani. L´ingresso è libero. L´informazione, sotto questo aspetto, fatica non poco. (repubblica.it)