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Cronaca: arrestati gli editori Gian Gaetano e Fabio Caso (Dieci), indagato anche Alberto Donati (Fieg)

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Roma, 20 apr 2010 – Nell´inchiesta condotta dalla Procura di Roma e che ha portato oggi all´arresto di sette persone tra cui gli editori Gian Gaetano e Fabio Caso, risulta indagato anche l´editore Alberto Donati, gia´ al vertice del Corriere dell´Umbria, con una partecipazione nel lancio della prime edizione del quotidiano free press City e attualmente consigliere della Fieg. Secondo quanto si e´ appreso, i militari della Guardia di finanza, nucleo speciale di polizia valutaria, hanno anche perquisito l´abitazione del manager. Le accuse mosse a Donati sono quelle di fittizio aumento di capitale sociale e bancarotta, in relazione alle vicende della società Editoriale Dieci Srl. Gli accertamenti dei pubblici ministeri Giuseppe Cascini e Andrea Mosca, riguardano in particolar modo l´attività della società Hopit tra il 2005 ed il 2009. Il giornale ´Dieci´ e´ un quotidiano sportivo nato nel 2007 e chiuso dopo alcuni mesi di vita, con sostenute proteste dei giornalisti che non venivano pagati. Tra le persone per cui e´ stata disposta la misura cautelare in carcere, c´e´ anche Roberto Lupi, più volte vicino nelle attività dei Caso e coinvolto nell´inchiesta per via della società Laer, che nel settembre 2006 ha gestito la fine dei call center in Sardegna. Hopit Spa e Kuban Bank Rappresentanza per l´Italia: si tratta, ricostruiscono le Fiamme Gialle, di due realta´ riconducibili ad un gruppo intricato di societa´ finanziarie, editrici e di telecomunicazioni facenti capo a Caso ed al figlio, entrambi protagonisti di varie iniziative imprenditoriali. Tra queste vi e´ il giornale ´Dieci´, un quotidiano sportivo nato nel 2007 e chiuso dopo alcuni mesi di vita, con sostenute proteste dei giornalisti che non venivano pagati; la presunta rinascita della testata ´Il Globo´ nei primi anni 2000, quale iniziativa della societa´ PmEdit Srl attualmente in fallimento; le attivita´ della Laer (societa´ sulle cui ceneri e´ sorta poi la Ghenda Srl) affidata a un soggetto vicino al patron del gruppo, R.L., che nel settembre 2006 ha dovuto gestire la fine dei ´call center´ in Sardegna di fronte ai lavoratori che reclamavano i mancati pagamenti. Sempre la Hopit Spa, holding finanziaria del gruppo, compare nel 2005 tra i potenziali ´salvatori´ dello stabilimento casertano di San Marco Evangelista della multinazionale 3M Spa e, nel 2008, viene citata tra i pretendenti del giornale L´Unita´. Gli uomini del Nucleo speciale di polizia valutaria hanno accertato che tutto e´ stato frutto di un fraudolento meccanismo di costituzione e di vendita di certificati obbligazionari esteri tra societa´ facenti parte dello stesso gruppo e tutte riconducibili, alla fine, a Caso, compresa la rappresentanza italiana della Kuban Bank, finta banca che del vero istituto bancario russo prende solo il nome ed attraverso la quale sono state emesse fideiussioni per oltre 90 milioni di euro, con lo scopo principale di garantire una serie indiscriminata di operazioni commerciali avviate a vario titolo dalle stesse societa´ del gruppo. Il gruppo negli ultimi anni, prosegue la Guardia di finanza, ´´si e´ quindi dotato di capitali e strutture apparentemente degne dell´economia d´elite, ma di fatto esaurendosi, per la Procura, in un generale disegno volto a far figurare, falsamente, un solido gruppo imprenditoriale in grado di stipulare vantaggiosi contratti di locazione immobiliare, di fornitura di beni e servizi con terzi che poi, invece, non sono stati mai onorati. La conseguente esposizione delle varie societa´, che nel frattempo avevano acquisito sedi di lusso senza pagare i canoni, come quelle romane di Via XX Settembre 5, di Piazzale degli Archivi 40/42 all´Eur e di Via del Tritone 87, o quella milanese in Via Vitruvio 43, noleggiato autovetture di rappresentanza in leasing senza onorare le rate, acquistato merci senza saldare le fatture, ristrutturato immobili senza dare compensi ai fornitori, assunto personale senza pagare gli stipendi, le ha condotte verso il fallimento, per un passivo globale di diversi milioni di euro´´. (ansa)

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