Roma, 20 apr 2010 – A distanza di sei anni dal sequestro e dall´uccisione di Enzo Baldoni a Latifia, in Iraq, sono rientrati in Italia i resti del giornalista free lance assassinato dagli uomini di Al Qaida nell´agosto del 2004. La conferma e´ arrivata dal Ris dei carabinieri che ha riscontrato un esito positivo dalla comparazione del Dna estratto dagli ultimi resti, quelli arrivati poco piu´ di due settimane fa dall´Iraq. Si chiude cosi´ definitivamente una vicenda su cui si era speso anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che in piu´ di un´occasione aveva rinnovato l´appello affinche´ si facesse di tutto per riconsegnare il corpo alla famiglia. Il primo frammento osseo di Enzo Baldoni, arrivo´ in Italia ad agosto del 2005 portato dall´allora commissario della Croce Rossa Maurizio Scelli: due mesi prima proprio a Scelli erano stati consegnati altri resti, ma i test di laboratorio esclusero la compatibilita´ del codice genetico estratto dai reperti umani con quello del padre del giornalista ucciso. Nel corso degli anni successivi, dall´Iraq sono arrivati altri frammenti del corpo e anche in questo caso, in piu´ di un´occasione, si e´ trattato pero´ di reperti non compatibili con il Dna di Baldoni. Poi, all´inizio di aprile, la svolta grazie all´impegno del Ros e degli uomini dell´Aise che hanno individuato il canale giusto per farsi consegnare quel che restava del giornalista. Cosi´, due settimane fa, sono arrivati in Italia parte del cranio, del bacino e degli arti, su cui sono stati eseguiti gli esami, che hanno dato esito positivo. Ma l´attivita´ del Ros non si e´ limitata alla ricerca dei resti: gli investigatori, coordinati dalla Procura di Roma, sono infatti riusciti a risalire con ragionevole certezza agli assassini di Baldoni. E l´indagine ha confermato quanto gia´ accertato nelle fasi immediatamente successive all´omicidio: il giornalista fu rapito e ucciso dagli uomini dell´ ´Esercito islamico in Iraq´, un gruppo che operava nella zona di Falluja legato e finanziato da Abu Musab Al Zarqawi, all´epoca del sequestro responsabile di Al Qaida in Iraq, ucciso il 7 giugno del 2006 dai militari americani. ´´L´attivita´ di indagine, pur in un contesto operativo e di collaborazione internazionale estremamente complesso – sottolinea la procura di Roma – oltre alla ricostruzione del fatto delittuoso, ha permesso di ipotizzare la responsabilita´ di alcuni membri del gruppo terroristico che materialmente avevano partecipato al sequestro e al successivo omicidio di Baldoni´´. Baldoni scomparve in Iraq il 20 agosto del 2004: quattro giorni dopo Al Jazeera trasmise un video con le immagini del giornalista in cui l´Esercito islamico dava un ultimatum di 48 all´Italia per lasciare l´Iraq. Due giorni Baldoni venne ucciso e l´immagine del suo volto ormai privo di vita viene pubblicata su un sito riconducibile all´Esercito Islamico. La consegna del corpo ai familiari, sei anni dopo, sara´ ´´un grande sollievo´´ per la famiglia di Baldoni sottolinea Alfredo Virgili, l´ex sindaco di Preci, il paese umbro dove vive il padre e uno dei fratelli del giornalista. La famiglia ha vissuto ´´con grandissimo dolore gli anni passati, senza avere un luogo dove poter dire una preghiera. Il padre di Enzo Baldoni fino a oggi considerava sospesa la vicenda del figlio ed ora e´ importante per lui sapere che il corpo e´ tornato´´. (ansa)