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Libertà di stampa: caso Bertolaso, perquisita cronista Catania di "Libero" e Massari del "Fatto" per aver pubblicato stralci dei verbali. Protesta la Fnsi

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Perugia, 16 mag 2010 – Due cronisti che seguono l´inchiesta legata allo scandalo Grandi opere sono stati perquisiti e interrogati a Perugia, nelle loro stanze d´albergo. Si tratta di Roberta Catania, di Libero, e Antonio Massari di Il Fatto Quotidiano, dopo la pubblicazione sui due quotidiani di stralci dei verbali dell´interrogatorio al quale, lo scorso 12 aprile, è stato sottoposto il capo della Protezione civile Guido Bertolaso davanti ai pm Sergio Sottani e Alessia Tavernesi. La Procura di Perugia, secondo quanto si apprende, sta procedendo contro ignoti per violazione del segreto istruttorio. I due cronisti parlano di una perquisizione compiuta ´nel massimo rispetto, da parte degli inquirenti´. Nel corso della perquisizione, Roberta Catania è stata fatta denudare, in un locale riservato, alla presenza di un carabiniere donna. ´La giornalista – ha spiegato il suo legale, l´avvocato Marco Brusco – è stata sentita come persona informata dei fatti e si è avvalsa del segreto professionale. Ha solo ribadito il suo diritto a fare la giornalista e quindi a informare´. Gli inquirenti hanno copiato la memoria del suo computer. Non è stato sequestrato alcun materiale. Ma l´Italia dei valori chiede chiarimenti a Roberto Maroni. In una nota, il vicepresidente vicario dell´Idv alla Camera, Fabio Evangelisti, esprime solidarietà ai cronisti e manifesta forti perplessità sul metodo, soprattutto per la perquisizione che ha riguardato Roberta Catania. ´Se tutto ciò corrispondesse al vero (il fatto che sia stata costretta a denudarsi, ndr) e fosse avvenuto con tali modalità sarebbe un fatto di una gravità inaudita. Chiediamo al ministro degli Interni di chiarire al più presto e di far luce su questa inquietante vicenda´. (repubblica.it)__________________________________________________________________ PM INDAGANO DIFFUSIONE VERBALE BERTOLASO; PERQUISITI GIORNALISTI. La lista dei lavori svolti dalle imprese del gruppo di Diego Anemone passata al setaccio dagli inquirenti di Perugia per verificare caso per caso se il costo dei lavori indicato in essa corrisponda effettivamente a quanto pagato da chi ha commissionato le opere: si sta concentrando anche su questo aspetto l´indagine della procura di Perugia sugli appalti per i Grandi eventi. Intanto i magistrati hanno aperto un fascicolo contro ignoti in seguito alla pubblicazione del verbale relativo all´interrogatorio di Guido Bertolaso. Il lavoro, approfondito e complesso, sulla lista Anemone (con oltre 350 nomi di politici e funzionari dello Stato) e´ svolto dalla guardia di finanza che potrebbe portare nei prossimi giorni i primi risultati. I magistrati – i sostituti Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi insieme al procuratore facente funzioni Federico Centrone – sono infatti alla ricerca di prove su possibili favori legati ai lavori. Dopo che ieri il tribunale del riesame ha riconosciuto la competenza della procura perugina sul fascicolo, la prossima settimana potrebbe essere caratterizzata da nuovi interrogatori. Sembra che i magistrati intendano sentire nuovamente l´architetto Angelo Zampolini che aveva lavorato anche per Anemone. Nei suoi confronti i pm avevano rinunciato all´appello al riesame contro la decisione del gip di non concedere l´arresto vista la collaborazione fornita alle indagini. Per la procura perugina oggi si e´ aperto anche un altro fronte dopo che Libero e Il fatto quotidiano hanno pubblicato ampi stralci dell´interrogatorio reso da Bertolaso il 12 aprile scorso davanti ai pubblici ministeri perugini. In esso il capo della protezione civile ha spiegato di essere stato lui a proporre lo spostamento del G8 dalla Maddalena a L´Aquila. ´´Il motivo – ha spiegato – era solo quello di evitare che i Grandi della terra stessero in un luogo incantevole, mentre a pochi minuti di aereo vi era una popolazione che stava soffrendo´´. Alla domanda dei pm se avesse mai ricevuto utilita´ da Anemone, Bertolaso ha poi risposto: ´´in occasione delle festivita´ natalizie ho ricevuto delle bottiglie di vino, dell´azienda degli Anemone, che ho condiviso con i miei dipendenti. I regali mi sono sempre arrivati in ufficio´´. Il sottosegretario ha comunque negato di avere ricevuto prestazioni sessuali presso il Salaria sport village. In seguito alla pubblicazione del verbale la procura ha aperto un fascicolo e sentito due giornalisti, Roberta Catania, di Libero e Antonio Massari, del Il Fatto quotidiano, come persone informate dei fatti. Sono state inoltre ispezionate le loro stanze d´albergo. La Catania e Massari hanno sottolineato che l´intervento ´´e´ avvenuto nel massimo rispetto, da parte degli inquirenti, delle persone perquisite´´. In particolare la giornalista, ha riferito il Fatto in una nota, ´´e´ stata invitata a denudarsi, da una donna carabiniere (in un locale riservato – ndr), anche in questo caso con massima cautela e rispetto. Nulla da eccepire, quindi, al metodo adottato dagli inquirenti che stavano espletando il proprio lavoro, esattamente come i cronisti´´. E sulle indagini in corso tra Perugia e Firenze e´ intervenuto oggi anche il ministro Sandro Bondi. ´´Leggo anche oggi sulle pagine di un quotidiano – ha affermato in una nota – il mio nome associato ad inchieste in corso, di cui non ho alcuna notizia, con tanto di riferimenti a supposte informative della guardia di finanza. Sono esposto in questo modo – ha proseguito Bondi – da circa una settimana, e chissa´ quanto ancora continuera´ questo incivile e violento trattamento, ad ogni genere di supposizioni, di sospetti e di diffamazioni. Ho affidato percio´ al mio avvocato, avv. Alberto Genovese, l´incarico di agire in tutte le sedi e nei confronti di qualunque soggetto abbia concorso e concorra a ledere la mia onorabilita´ e la mia onesta´ personale´´.____________________________________________________________ INCHIESTA G8: SIDDI, BASTA CERCARE COLPEVOLI TRA GIORNALISTI. ´´Siamo alle solite: sembra proprio che anche quando e´ impossibile – dice il segretario della Fnsi Franco Siddi – il colpevole vada cercato tra i giornalisti. Le perquisizioni ordinate a carico dei colleghi Roberta Catania di Libero e Antonio Massari del Fatto, per gli articoli da loro scritti sull´inchiesta cosiddetta G8 della procura di Perugia, sono sconcertanti´´. Siddi esprime ai colleghi Catania e Massari va il sostegno e la solidarieta´ della Federazione nazionale della stampa italiana. ´´Roberta Catania – prosegue – e´ stata invitata a denudarsi da una donna carabiniere e sorprendono altresi´ alcune notizie sulle modalita´ di esecuzione dei controlli ancorche´ effettuati sulla base dei regolamenti procedurali. Accanirsi sui giornalisti che stanno cercando di far conoscere le notizie piu´ inquietanti di una inchiesta allarmante non pare proprio la cosa piu´ opportuna e giusta in questo momento´´. ´´Le notizie che si pubblicano – secondo Siddi – sono di sicuro interesse e rilievo pubblico e chi le scrive e´ tutelato dalle norme fondamentali della Convenzione per i diritti dell´uomo. Sarebbe senz´altro meglio estendere la sollecitudine invece ai misfatti e ai guasti che appaiono contenuti nell´inchiesta G8. In questo momento i giornalisti meritano solo rispetto e non atti di restrizione alcuna´´. (ansa)

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