Roma, 19 mag 2010 – La Commissione giustizia del Senato accelera e da´ il via libera in nottata a numerose norme ´calde´ del disegno di legge sulle intercettazioni. La riunione e´ terminata alle 3.40 e riprendera´ alle 14 e 30. Nel corso della lunga seduta notturna hanno ricevuto l´ok la cosidetta norma ´D´Addario´ e le norme sul diritto di cronaca, ribattezzate ´Salva-Iene´. Non si potranno fare riprese tv di processi se non ci sara´ il consenso di tutti cosi´ come le ´talpe´ che rivelino atti o notizie del processO coperti da segreto rischiano da uno a 6 anni di carcere. Un´altra norma varata, bocciando tutti gli emendamenti soppressivi presentati dall´opposizione, prevede di dare immediato avviso al Vaticano se un pm intercetta un uomo di chiesa. Resta ancora da definire la parte relativa all´inasprimento delle pene per i giornalisti. Stanotte il confronto tra i poli e´ stato molto teso con l´opposizione che ha dichiarato opposizione ad oltranza. (ansa)________________________________________ ____________________________________________ INTERCETTAZIONI: PDL SPINGE,SENATO FRENA;PRIVACY PER 007 – 18 mag – Il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, e´ convinto che entro domani, al massimo, il ddl intercettazioni verra´ votato. L´opposizione, pero´, critica tutta questa ´´fretta´´ osservando scettica che su un testo del genere che ´´contiene tante nefandezze´´ sarebbe meglio ´´ragionare tutti e con piu´ attenzione´´. Anche i funzionari di polizia sono sul piede di guerra e parlano di provvedimento ´´devastante´´. A Palazzo Madama, sul ddl che ridisegna il sistema delle intercettazioni, e´ ancora muro contro muro. Ma la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama che avrebbe dovuto calendarizzare nel pomeriggio il testo in Aula entro la prossima settimana, prende tempo. Dell´inserimento all´ordine del giorno dell´Assemblea di questo provvedimento ´caldo´ se ne parlera´ solo martedi´ prossimo. Quindi per oggi non viene fissata alcuna data: cosa della quale, invece, si dicevano certi sin da ieri Berselli e il relatore del ddl, Roberto Centaro. Il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Anna Finocchiaro, tira un sospiro di sollievo perche´ la decisione di non calendarizzare sin da ora il testo in Aula e´ probabilmente frutto del suo pressing sul presidente del Senato Renato Schifani per evitare che si arrivasse ad uno ´´strappo´´ in commissione. Pd e Idv, infatti, si erano detti contrari all´idea di Berselli di mandare il ddl all´attenzione dell´Assemblea senza che fosse stato conferito il mandato al relatore. Senza cioe´ che si fosse concluso il voto degli emendamenti in commissione. Ma non tutti nel centrosinistra sono cosi´ ottimisti. ´´E´ soltanto un gioco delle parti – commenta un componente della commissione – perche´ comunque vedrete che martedi´ il ddl sara´ inserito lo stesso all´odg dell´Aula per la prossima settimana. Hanno voluto solo salvare la faccia…´´. In attesa di una decisione definitiva sul calendario dei lavori, in Commissione continua la battaglia. Berselli conferma che anche la seduta di questa sera si concludera´ alle tre del mattino, cosi´ come e´ successo ieri. Ma i senatori del Pd e dell´Idv protestano definendo ´´inspiegabile´´ questa ´´corsa contro il tempo´´. ´´Non si riesce a capire – incalza Alberto Maritati (Pd) – perche´ la Commissione non possa lavorare dalle otto del mattino in poi invece di fare le notturne. Anche perche´, sempre alle 21, e´ convocata l´Antimafia´´. Quindi, per protesta contro il pressing imposto da Berselli, abbandona nel pomeriggio la Commissione. Nel frattempo, la maggioranza vota gli emendamenti fino a meta´ testo accogliendone solo due-tre del centrosinistra. In sintesi, sino ad ora, oltre a quella del Governo che riscrive la procedura per l´autorizzazione a intercettare, ottiene il via libera anche un´altra norma: quella che, di fatto, impedira´ ai Pm di intercettare le utenze ´´riconducibili agli 007´´. Non appena ci si accorge che l´utenza controllata si puo´ far risalire ad un agente dei Servizi, il Pm dovra´ avvertire il capo della procura. E questo, dopo aver segretato ogni atto, avra´ 5 giorni di tempo per trasmetterne copia alla presidenza del Consiglio. Palazzo Chigi entro 30 giorni potra´ apporre il segreto di Stato. ´´E´ evidente – commenta Felice Casson (Pd) – che vogliono evitare che si ripetano casi come quello di Abu Omar…´´. ´´Non si rendono conto – prosegue Gerardo D´Ambrosio (Pd) – dello scardinamento che ci sara´, con questo ddl, dell´ intero sistema giudiziario. Avra´ conseguenze terribili. Le indagini in questo paese non si potranno piu´ fare´´. E mentre il leader dell´Idv Antonio Di Pietro si prepara al referendum, il Pdl, invece, difende il testo spiegando, come fa il vicepresidente della Camera, Antonio Leone, che bisogna mettere un freno ´´all´ anarchia giudiziaria e mediatica´´, che dilaga nel Paese.____________________________________________INTERCETTAZIONI: SE SI INDAGA UOMO CHIESA SI AVVISA VATICANO – 18 mag – Se un pubblico ministero intercetta o indaga un uomo di Chiesa deve darne immediato avviso al Vaticano. E´ quanto prevede il comma 24 dell´articolo 1 del ddl intercettazioni che e´ appena stato approvato in commissione Giustizia del Senato. Durante la seduta notturna della commissione, ancora in corso, sono stati bocciati gli emendamenti dell´opposizione che puntavano a sopprimere questa norma dal testo. L´opposizione ha protestato contro tale misura. ´´Perche´ un privilegio del genere – ha chiesto il senatore del Pd Vincenzo Vita – deve essere previsto solo per i cattolici? Si crea una discriminazione importante sulla quale non siamo d´accordo´´. (ansa)