Roma, 27 mag 2010 – Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ritiene che sulle intercettazioni sia ´utile tornare, per alcuni elementi, al punto di equilibrio che era stato trovato alla Camera´. Lo dice nel corso della registrazione di Porta a porta, sottolineando che in quell´occasione è stato trovato ´un punto di equilibrio molto serio´. ´Su sanzioni agli editori, sanzioni ai giornalisti e momento preciso da cui si può cominciare a pubblicare credo si sia arrivati già alla Camera a un punto d´accordo e quindi si possa andare avanti da lì´, aggiunge Alfano. Poi il Guardasigilli spiega che ´si può andare avanti´. A suo avviso quella relativa alle intercettazioni ´è una materia difficile e complessa e trovare un punto di equilibrio è laborioso. Ma noi pensiamo di averne trovato uno molto serio´. ´´Oggi con Fini abbiamo avuto un´utile e proficua conversazione su questa materia e sulla giustizia in generale´´, racconta Alfano spiegando che a intervenire sul testo in discussione al Senato sono stati prima di tutto i senatori della maggioranza Quagliariello, Gasparri e Centaro ´´che avevano promesso di tornare su taluni punti controversi´´. La quadra definitiva è stata trovata grazie agli incontri che hanno coinvolto anche i ´finiani´: ´´Ho avuto numerosi incontri con la presidente della Commissione giustizia della Camera Giulia Bongiorno e con Ghedini e mi pare che su tre punti ci sia una sintesi, cioè sulle pene per gli editori, su quelle per i giornalisti e sulla dead line per la pubblicazione di atti precedentemente coperti dal segreto d´ufficio´´. Nello studio di Bruno Vespa c´è anche Andrea Orlando, presidente del forum Giustizia del Partito democratico. Duro il suo giudizio sulla legge: “Il ddl Alfano non centra nessuno degli obiettivi dichiarati dal ministro: la privacy è mortificata con l´introduzione di altri passaggi di mano per le trascrizioni; si creano enormi complicazioni per i magistrati e le forze dell´ordine che combattono la mafia; non si riducono gli sprechi di danaro; si massacra il diritto di cronaca”. “L´unica logica – conclude l´esponente Pd – su cui si fondano le modifiche in Senato del ddl intercettazioni è quella di compiacere il capo, come nel caso della cosiddetta norma D´Addario”. (repubblica.it)__________________________________________________________Noi contro la legge di Umberto Eco (foto)______________________Le norme sulle intercettazioni. Il controllo dei tg della tv pubblica. E prima il lodo Alfano, i tagli alla scuola… Berlusconi trasforma le istituzioni un passo dopo l´altro, con lentezza. Perché i cittadini assorbano i cambiamenti come naturali. Così al colpo di Stato si è sostituito lo struscio di Stato. È nota la definizione della democrazia come sistema pieno di difetti ma di cui non si è ancora trovato nulla di meglio. Da questa ragionevole assunzione discende, per la maggior parte della gente, la convinzione errata che la democrazia (il migliore o il meno peggio dei sistemi di governo) sia quello per cui la maggioranza ha sempre ragione. Nulla di più falso. La democrazia è il sistema per cui, visto che è difficile definire in termini qualitativi chi abbia più ragione degli altri, si ricorre a un sistema bassamente quantitativo, ma oggettivamente controllabile: in democrazia governa chi prende più consensi. E se qualcuno ritiene che la maggioranza abbia torto, peggio per lui: se ha accettato i principi democratici deve accettare che governi una maggioranza che si sbaglia. Una delle funzioni delle opposizioni è quella di dimostrare alla maggioranza che si era sbagliata. E se non ce la fa? Allora abbiamo, oltre a una cattiva maggioranza, anche una cattiva opposizione. Quante volte la maggioranza può sbagliarsi? Per millenni la maggioranza degli uomini ha creduto che il sole girasse intorno alla terra (e, considerando le vaste aree poco alfabetizzate del mondo, e il fatto che sondaggi fatti nei paesi più avanzati hanno dimostrato che moltissimi occidentali ancora credono che il sole giri) ecco un bel caso in cui la maggioranza non solo si è sbagliata ma si sbaglia ancora. Le maggioranze si sono sbagliate a ritenere Beethoven inascoltabile o Picasso inguardabile, la maggioranza a Gerusalemme si è sbagliata a preferire Barabba a Gesù, la maggioranza degli americani sbaglia a credere che due uova con pancetta tutte le mattine e una bella bistecca a pasto siano garanzie di buona salute, la maggioranza si sbagliava a preferire gli orsi a Terenzio e (forse) si sbaglia ancora a preferire “La pupa e il secchione” a Sofocle. Per secoli la maggioranza della gente ha ritenuto che esistessero le streghe e che fosse giusto bruciarle, nel Seicento la maggioranza dei milanesi credeva che la peste fosse provocata dagli untori, l´enorme maggioranza degli occidentali, compreso Voltaire, riteneva legittima e naturale la schiavitù, la maggioranza degli europei credeva che fosse nobile e sacrosanto colonizzare l´Africa. Pensate alla inutile violenza con cui il fascismo, per fare tacere la voce scomoda di Matteotti, ha dovuto farlo ammazzare. Cose da medioevo. Non sarebbe bastato pagargli una buona uscita megagalattica (e tra l´altro non con i soldi del governo ma con quelli dei cittadini che pagano il canone)? Mussolini era davvero uomo rozzissimo. Quando una trasformazione delle istituzioni del Paese avviene passo per passo, e cioè per dosi omeopatiche, è difficile dire che ciascuna, presa di per sé, prefiguri una dittatura – e infatti quando qualche cassandra lo fa viene sbertucciata. Il fatto è che per un nuovo populismo mediatico la stessa dittatura è un sistema antiquato che non serve a nulla. Si possono modificare le strutture dello Stato a proprio piacere e secondo il proprio interesse senza instaurare alcuna dittatura. Si può dire che il lodo Alfano prefiguri una tirannia? Sciocchezze. E calmierare le intercettazioni attenta davvero alla libertà d´informazione? Ma suvvia, se qualcuno ha delitto lo sapranno tutti a giudizio avvenuto, e l´evitare di parlare in anticipo di delitti solo presunti rispetta se mai la privatezza di ciascuno di noi. Vi piacerebbe che andasse sui giornali la vostra conversazione con l´amante, così che lo venisse a sapere la vostra signora? No, certo. E se il prezzo da pagare è che non venga intercettata la conversazione di un potente corrotto o di un mafioso in servizio permanente effettivo, ebbene, la nostra privatezza avrà bene un prezzo. Vi pare nazifascismo ridurre i fondi per la scuola pubblica? Ma dobbiamo risparmiare tutti, e bisogna pur dare l´esempio a cominciare dalle spese collettive. E se questo consegna il paese alle scuole private? Non sarà la fine del mondo, ce ne sono delle buonissime. È stalinismo rendere inguardabili i telegiornali delle reti pubbliche? No, se mai le vecchie dittature facevano di tutto per rendere la radio affettuosissima. Ma se questo va a favore delle reti private? Beh, vi risulta che Stalin abbia mai favorito le televisioni private? Ecco, la funzione dei colpi di Stato striscianti è che le modificazioni costituzionali non vengono quasi percepite, o sono avvertite come irrilevanti. E quando la loro somma avrà prodotto non la seconda ma la terza Repubblica, sarà troppo tardi. Non perché non si potrebbe tornare indietro, ma perché la maggioranza avrà assorbito i cambiamenti come naturali e si sarà, per così dire, mitridatizzata. Un nuovo Malaparte potrebbe scrivere un trattato superbo su questa nuova tecnica dello struscio di Stato. Anche perché di fronte a essa ogni protesta e ogni denuncia perde valore provocatorio e sembra che chi si lamenta dia corpo alle ombre. Pessimismo globale, dunque? No, fiducia nell´azione benigna del tempo e della sua erosione continua. Una trasformazione delle istituzioni che procede a piccoli passi può non avere tempo per compiersi del tutto, a metà strada possono avvenire smandrappamenti, stanchezze, cadute di tensione, incidenti di percorso. È un poco come la barzelletta sulla differenza tra inferno tedesco e inferno italiano. In entrambi bagno nella benzina bollente al mattino, sedia elettrica a mezzogiorno, squartamento a sera. Salvo che nell´inferno italiano un giorno la benzina non arriva, un altro la centrale elettrica è in sciopero, un altro ancora il boia si è dato malato… Tagliare la testa al re o occupare il Palazzo d´Inverno è cosa che si fa in cinque minuti. Avvelenare qualcuno con piccole dosi d´arsenico nella minestra prende molto tempo, e nel frattempo chissà, vedrà chi vivrà. Per il momento, resistere, resistere, resistere. (espresso.repubblica.it)