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Libertà di espressione: Facebook sottopressione per la privacy corre ai ripari e semplifica le opzioni

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Roma, 27 mag 2010 – Impostazioni per la privacy su Facebook semplificate e per il momento niente geolocalizzazione avanzata: cosi´ Facebook risponde alla tempesta di critiche da parte di utenti, politica e stampa piovutagli addosso nelle ultime settimane per i problemi riscontrati nella protezione della privacy. Il social network piu´ popoloso al mondo da oggi con un solo comando consentira´ agli utenti di negare l´accesso di terze parti ai loro dati. Un altro comando permettera´ invece di definire la cerchia piu´ o meno ristretta di persone con cui condividere le informazioni. Ad annunciare questi ed altri meccanismi, che saranno effettivi nelle prossime settimane, e´ stato il fondatore e amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg. ´´Siamo una compagnia che sa ascoltare i suoi utenti´´, ha spiegato. Rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della conferenza stampa Zuckerberg e´ poi intervenuto sul lancio di servizi basati sulla localizzazione geografica, un altro potenziale boomerang in termini di garanzie per la riservatezza dei dati privati. L´ex studente di Harvard ha affermato che i prodotti legati alla posizione geografica degli utenti non sono ancora ultimati e ha ammesso che l´azienda non ha ancora deciso come utilizzare queste funzionalita´. Parole che arrivano dopo settimane di speculazioni della stampa Usa, secondo la quale Facebook era prossima ad inserire in bacheca anche informazioni sulla posizione geografica, in tempo reale, dei suoi utenti. Ad essere interessato sarebbe circa un quinto dei suoi 500 milioni di iscritti, che accede al sito anche da smartphone e cellulari. Per questo settore sono pero´ gia´ state previste opzioni ad hoc. ´´Se l´utente imposta le proprie informazioni come ´private´ – ha precisato Zuckerberg -, le stesse impostazioni si applicheranno anche alla localizzazione nel momento in cui verra´ introdotta´´. Tuttavia secondo gli analisti il lancio di eventuali servizi geo- localizzati potrebbe aver subito slittamenti proprio per la recente ondata di critiche e le parole del numero uno di Fb suonano come una vera e propria marcia indietro, seppure temporanea, per evitare di incorrere in ulteriori polemiche. Critiche che hanno avuto una vasta eco su entrambe le sponde dell´Atlantico anche se non sembrano aver scalfito la crescita del sito che, secondo gli ultimi dati di comScore, contava piu´ di 519 milioni di utenti alla fine di aprile contro i 411 milioni di settembre. Anche QuitFacebookDay.com, che ha indetto per il prossimo 31 maggio la giornata in cui gli utenti delusi per la privacy cancelleranno il proprio profilo su Facebook, ha raggiunto finora quasi 23 mila adesioni, una percentuale minima degli utenti complessivi. Utenti che pero´ sono sempre piu´ esigenti e ci tengono, anche nella piazza virtuale, alla propria riservatezza, come dimostrato da una recente indagine di Edelman secondo la quale poco piu´ di un americano e un inglese su dieci rinuncerebbe alla privacy in cambio di contenuti e intrattenimento gratis on line. (ansa)

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