Roma, 7 giu 2010 – Sul ddl intercettazioni gli editori potrebbero essere chiamati a rispondere anche penalmente. In uno degli emendamenti che ancora si stanno finendo di limare al Ministero della Giustizia si prevede, infatti, che gli editori diventino punibili per la pubblicazione di intercettazioni di cui era stata ordinata la distruzione. Per loro si sta parlando di un pagamento tra le 100 e le 300 quote: il che significa una somma complessiva, nel massimo, di oltre 450 mila euro. Resterebbe invece ridotta tra le 100 e le 150 quote la sanzione che dovrebbero versare nel caso in cui si tratti di intercettazioni coperte da segreto o comunque pubblicate prima della conclusione delle indagini preliminari. In vista di domani, quando la maggioranza si confrontera´ sulle Intercettazioni nell´ ufficio di presidenza del Pdl, il relatore del testo Roberto Centaro ha lavorato per quasi tutto il giorno con gli altri ´tecnici´ della Giustizia per mettere a punto circa nove proposte di modifica che accolgano buona parte delle perplessita´ del Quirinale e dei finiani. In sostanza, si e´ cercato di mettere nero su bianco tutti quei principi emersi dall´ultimo vertice al Senato con il Guardasigilli Angelino Alfano della settimana scorsa. Tra gli argomenti su cui si sta ragionando c´e´ anche il cosiddetto ´emendamento Ghedini´ e cioe´ la possibilita´ di prorogare di 48 ore in 48 ore il tetto massimo fissato per la durata delle intercettazioni: 75 giorni. Nella bozza di emendamento che si sta mettendo a punto si prevede la possibilita´ di chiedere proroghe di 48 ore in 48 ore solo nei casi in cui si possano acquisire ´´elementi fondamentali per l´accertamento del reato per cui si procede´´ o se si ravvisa la possibilita´ di poter impedire che venga commesso un altro reato che risulti pero´ sempre intercettabile. In questi casi la proroga potra´ essere disposta direttamente dal Pm, ma il Gip collegiale del Tribunale distrettuale del capoluogo dovra´ convalidarla dopo esserne stato informato non oltre le 24 ore. Questo, secondo quanto si apprende, sarebbe uno dei nodi ancora da sciogliere in vista di domani. Per quanto riguarda la norma che esclude l´arresto obbligatorio in flagranza per gli atti sessuali con minori, nei casi di lieve entita´, il principio sembra confermato. Verrebbe solo riscritto tecnicamente in modo piu´ preciso per far capire che siccome l´arresto facoltativo e´ previsto anche per i casi piu´ lievi di violenza sessuale non si capisce perche´ non si possa prevedere la stessa cosa per gli atti sessuali con minori. Si e´ trovata una soluzione anche per le intercettazioni ambientali che il ministro dell´Interno Roberto Maroni ha definito un ´´buon accordo´´: le cimici si potranno applicare, purche´ non in luoghi di privata dimora, anche se non si ha la certezza che nel luogo che si vuole controllare si stia svolgendo un reato. La riunione annunciata tra finiani e berlusconiani per fare il punto sul ddl non c´e stata, ma si sa che numerosi sono stati i contatti telefonici. I finiani fanno sapere che se gli emendamenti resteranno quelli annunciati dai vertici del gruppo Pdl al Senato non ci saranno grosse obiezioni da fare. Il Pd continua a esprimere un giudizio negativo sul testo, come sottolinea il responsabile Giustizia del partito Andrea Orlando, mentre Emma Bonino accusa il centrodestra di legiferare sulla materia ´´in modo demenziale´´. Domani, comunque, per il ddl intercettazioni sara´ senz´altro il giorno della verita´: dopo l´Ufficio di presidenza del Pdl, si riunira´ la commissione Giustizia per votare i due emendamenti accantonati la scorsa settimana (norma transitoria e atti sessuali con minori). E per il pomeriggio e´ convocata l´Aula. Secondo quanto si apprende il presidente di Palazzo Madama Renato Schifani dovrebbe dare tempo per presentare subemendamenti ai nuovi emendamenti del relatore Centaro e non si esclude che anche l´esame delle ulteriori proposte di modifica possa tornare di nuovo in Commissione. ´´Quello che auspichiamo – conclude il presidente della Commissione Giustizia Filippo Berselli – e´ che giovedi´ si arrivi al voto in Aula´´. (ansa)________________________________________________________INTERCETTAZIONI: DOMANI PRESIDIO POLIZIOTTI SILP AL SENATO ´ECCO SEI BUONE RAGIONI PER OPPORSI AL PROVVEDIMENTO´. Gli operatori di polizia iscritti al Silp-Cgil saranno domani davanti al Senato per dire no al ddl sulle intercettazioni. Il sindacato indica ´´sei buone ragioni´´ per opporsi al provvedimento: ´´attribuire al Tribunale del capoluogo del Distretto la competenza alle autorizzazioni sulle intercettazioni vuol dire rallentare uno strumento di indagine che e´ efficace soprattutto se e´ tempestivo; prevedere proroghe di 48 ore in 48 ore dopo la scadenza dei 75 giorni – sottolinea il Silp – vuol dire, nei fatti, rendere difficile l´uso di questo strumento investigativo anche se si e´ in presenza di un reato grave; prevedere per il solo accesso ai tabulati telefonici lo stesso tipo di autorizzazione previsto per le intercettazioni vuol dire rallentare lo sviluppo di un´indagine senza un ragionevole motivo; escludere dalle intercettazioni reati gravi come la corruzione, le estorsioni e l´usura – prosegue – vuol dire rendere piu´ difficile l´individuazione delle organizzazioni mafiose che sono dietro a queste attivita´ criminose; vietare le intercettazioni ambientali nei luoghi di privata dimora se non si sta compiendo in quel momento un reato vuol dire rendere inutile quell´intercettazione, perche´ in quel caso la soluzione e´ intervenire e non intercettare; se obiettivo del ddl e´ veramente limitare le spese e garantire la privacy – conclude – perche´ e´ previsto l´ascolto presso gli uffici della Procura mentre la registrazione verrebbe effettuata in centri a carattere regionale, con le spese e i maggiori rischi di fuga di notizie che questo comporterebbe?´´. (ansa)