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Etica & professione: diffamò Alemanno con una lettera pubblicata su Dagospia, Palombelli condannata a pagare multa

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Roma, 8 giu 2010 – Hanno offeso la reputazione del sindaco Gianni Alemanno con una lettera pubblicata sul sito Dagospia con cui si accostava il nome del primo cittadino di Roma, in quel periodo in piena campagna elettorale per il Campidoglio, allo stupro compiuto il 16 aprile 2008 a La Storta ai danni di una ragazza del Lesotho. E´ quanto ha stabilito il Tribunale di Roma condannando la giornalista Barbara Palombelli, l´ex assessore regionale, Mario Di Carlo e Nicoletta Ercole, a pagare una multa pari a 680 euro ciascuno. Il pm Attilio Pisani aveva sollecitato una condanna a tre mesi di reclusione. Stralciata invece la posizione di Roberto D´Agostino: il gup ha infatti disposto la trasmissione degli atti alla Procura di Milano ritenendola competente per territorio stante la registrazione nel capoluogo lombardo della testata on line. La sentenza e´ stata emessa, con rito abbreviato, dal gup Marina Finiti, lo stesso che il 17 dicembre 2008, condanno´ a 11 anni di reclusione Ioan Rus, lo straniero accusato di aver abusato dalla ragazza a La Storta. ´´Con questa decisione del gup – l´avvocato Claudio Ferrazza, legale di Alemanno – e´ stato stabilito che l´attuale sindaco non ha sfruttato, montandolo nel corso della campagna elettorale, un gravissimo episodio di violenza sessuale´´. La lettera ´incriminata´, secondo l´accusa, e´ stata scritta da Di Carlo, quindi inoltrata alla Ercole che a sua volta l´ha fatta avere alla Palombelli, la quale l´ha inviata al sito dagospia.excite.it che l´ha pubblicata il 23 aprile 2008. ´´Come puo´ un rumeno senza fissa dimora mezz´ora dopo aver aggredito la povera ragazza nei pressi della stazione – si legge nel testo riportato nel capo d´imputazione – alla Storta ad avere come difensore l´avvocato Francesco Saverio Pettinari famoso penalista, iscritto in gioventu´ all´Msi, e guarda caso uno dei soccorritori della ragazza firma con Alemanno il patto per la legalita´ e sicurezza. Agata Christie faceva dire a Poirot che quando ci sono tre coincidenze diventano un indizio´´. In questo modo, per l´accusa, si faceva ´´figurare l´onorevole Alemanno quale mandante e comunque coinvolto nel grave fatto delittuoso ai danni della studentessa aggredita´´. (ansa)

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