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Libertà di informazione: Berlusconi, i talk shaw pollai di sinistra per diffamarmi. In arrivo nuove nomine, restano incognita Mineo, Di Bella e Cappon

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Roma, 12 giu 2010 – ´´La sinistra continua a ripetere come un mantra che il presidente del Consiglio controlla tutte le televisioni´´, ma in Rai ´´tutti i talk show tranne uno sono contro il premier e il governo´´ mentre a Mediaset, a parte Emilio Fede ´´l´ultimo dei Mohicani che fa il tifo per me´´, tutte le altre trasmissioni sono assolutamente ´´super partes´´. E´ il nuovo affondo del premier contro il servizio pubblico, sul sito www.forzasilvio.it, in risposta a chi gli chiedeva perche´ non pensasse di tornare in tv. Il direttore del Tg4, chiamato il causa dal premier ha replicato: ´´In un certo senso e´ un´affermazione che mi mette malinconia. Essere l´ultimo in tal senso non mi piace´´. Parole, quelle di Berlusconi, contro le quali sono insorti Pd, Idv e Udc. In giorni caldi per la Rai, nei quali si torna a parlare anche di nomine a Viale Mazzini. Berlusconi ha spiegato che in Italia c´e´ una comunicazione ´´del tutto impossibile nei pollai allestiti in alcune trasmissioni dove si fa solo diffamazione e disinformazione a vantaggio di una stessa parte politica che e´ la sinistra´´. In merito alle parole del Cavaliere, Fede ha citato ´´validissimi professionisti come Michele Santoro, Giovanni Floris o Gad Lerner, che pero´ con i loro talk show finiscono sempre con il fare un tipo di informazione di tipo esclusivamente ideologico´´. Il senatore Francesco Pancho Pardi, capogruppo dell´Idv in commissione di Vigilanza Rai, ha commentato: ´´Il tiranno non si accontenta mai, pretende la totale occupazione della televisione e vuole abolire anche la par condicio. Il sogno di Berlusconi e´ avere tanti Emilio Fede su tutte le reti´´. Per il deputato del Pd Giorgio Merlo, vicepresidente della bicamerale, il premier ´´deve rassegnarsi: la Rai non potra´ mai ridursi ad essere un semplice prolungamento di Mediaset´´. Roberto Rao, capogruppo Udc Vigilanza, ritiene che sulla Rai e sulla par condicio il premier ´´si comporta come sempre quando e´ in difficolta´: alza al massimo il tono dello scontro politico per distogliere l´attenzione dal cuore del problema´´. Quanto alle nomine, il direttore generale Mauro Masi consegnera´ entro martedi´ l´organigramma completo al cda che dovrebbe votarle giovedi´. Tante le novita´ in vista, come la sostituzione di Corradino Mineo alla guida di Rainews (che dovrebbe essere fusa con Televideo), ma soprattutto le incognite (il destino di Claudio Cappon e Antonio Di Bella). A tale proposito per Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, e Vincenzo Vita, senatore Pd e membro della Vigilanza, ´´con l´espulsione di Mineo si verificherebbe il controllo da parte della maggioranza di 10 testate su 11, uno sconcio senza precedenti´´. A sostituirlo, accusano Giulietti e Vita ´´dovrebbe essere un giornalista esterno gradito alla Lega, quella stessa Lega che in questi giorni ha sferrato continui attacchi contro la Rai e i suoi dipendenti´´. Per il cdr di Rainews, ´´sarebbe grave l´arrivo di un direttore chiamato dall´esterno e in virtu´ di una appartenenza politica´´. Per Di Bella, che ha dovuto ´restituire´ Raitre a Paolo Ruffini, reintegrato dai giudici, si prospetterebbe un accordo come corrispondente di una sede estera (si parla di New York). Sembra tramontata l´ipotesi dell´arrivo di Guido Paglia alla Sipra dove potrebbe rimanere Roberto Sergio. Alle relazioni esterne arriverebbe, invece, Giuliana Del Bufalo. (ansa)

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