Cerca
Chiudi questo box di ricerca.

Intercettazioni: Pdl accelera ma per i finiani restano ancora quattro nodi da sciogliere

Condividi questo articolo:

Roma, 20 giu – Il ddl intercettazioni non e´ all´ordine del giorno della riunione dei capigruppo che domani, a Montecitorio, decidera´ il calendario d´aula. Ma il Pdl punta a portare a casa il provvedimento entro l´estate ´´facendo – come assicura Fabrizio Cicchitto – il possibile ma anche l´impossibile´´. Uno sprint che, pero´, non esclude nuove modifiche per venire incontro alle richieste dei finiani che chiedono di risolvere 4 nodi: la proroga della durata degli ascolti, la responsabilita´ giuridica dell´editore, l´intercettabilita´ dei cosiddetti ´reati satellite´ e la condanna fino a 4 anni per registrazioni fraudolente. Il premier Silvio Berlusconi e´ tornato ieri alla carica sul ddl intercettazioni, determinato a stringere i tempi. Ed oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini individua nella prima settimana di agosto la finestra nella quale si potrebbe arrivare ad una votazione, magari non l´ultimissima, se deve tornare indietro al Senato, ma avremo finalmente il testo definitivo´´. Una tempistica che pero´ sembra anche tenere conto delle correzioni necessarie per trovare la quadra dentro la maggioranza e, come dice il capogruppo Cicchitto, ´´mettere al riparo questa legge da successivi interventi della Corte Costituzionale´´. I nodi dei finiani restano quelli illustrati l´altro giorno in commissione da Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia e consigliera giuridica del presidente della Camera. Tra i ´suggerimenti´ che la parlamentare rivolge a governo e maggioranza c´e´ quello che riguarda la proroga degli ascolti di tre giorni in tre giorni. C´e´ poi la cosiddetta ´norma D´Addario´ che introduce il reato di riprese e registrazioni fraudolente punibile a querela della persona offesa con la pena da 6 mesi a 4 anni. Convince poco la parlamentare anche la norma che punisce gli editori. E in difesa della liberta´ di stampa che il Pd ha deciso oggi di mobilitarsi, scendendo in piazza l´1 giugno insieme alla Fnsi. L´ultimo punto sul quale i finiani hanno da eccepire e´ la norma introdotta a Palazzo Madama che prevede la richiesta di autorizzazione alle Camere se da qualsiasi atto di indagine emerga che le intercettazioni o l´acquisizione di tabulati siano comunque finalizzate, ´´anche indirettamente´´, ad accedere alla sfera delle comunicazioni del parlamentare. E´ su quell´´´anche indirettamente´´ che i deputati vicini al presidente di Montecitorio chiedono un approfondimento. (ansa)

Il network