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Intercettazioni: Napolitano, manovra prioritaria. Berlusconi, sì ma andiamo avanti con il ddl

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Roma, 21 giu – Un accenno ufficiale al tema delle intercettazioni non c´e´ ma, nel Popolo della Liberta´, nessuno fa fatica a leggere nelle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ed in particolare nell´invito affinche´ la manovra economica non sia condizionata ´´da tensioni politiche gia´ acute su tutt´altra materia´´, un chiaro riferimento al disegno di legge sulle intercettazioni: Da settimane al centro dello scontro tra maggioranza ed opposizione. Che la manovra economica sia una priorita´, come sottolinea il Capo dello Stato, ne e´ convinto anche Silvio Berlusconi. Anche se, quello che avrebbe sorpreso il Cavaliere, a quanto riferisce chi ha avuto modo di parlargli, e´ quella sorta di ´freno´ che il Quirinale avrebbe messo proprio al cammino delle intercettazioni. Sotto la lente d´ingrandimento infatti e´ finito il passaggio in cui Napolitano invita ad evitare ´´le tensioni´´ gia´ presenti ´´su tutt´altra materia´´. L´appello del Capo dello Stato non restera´ inascoltato, sottolineano nel Pdl ma, sulle intercettazioni la linea non cambia. D´altronde, e´ il ragionamento che fa piu´ di qualche dirigente, Berlusconi stesso ha ribadito l´intenzione di aprire a modifiche al testo dopo i paletti del Colle, confermando pero´ di andare avanti con il disegno di legge. Non ci fasciamo la testa sui tempi, ripete il premier ai suoi fedelissimi, quello che importa e´ arrivare al si´ definitivo. Insomma disponibilita´ al confronto sul testo a patto che questo non si traduca in un accantonamento del provvedimento. E poi, si affrettano a ricordare nel partito, i deputati sono mobilitati anche per agosto quindi il tempo per portare a casa manovra e ddl intercettazioni non manca. A confermare l´intenzione di procedere come stabilito e´ il capogruppo del partito alla Camera Fabrizio Cicchitto: ´´Certamente, come afferma il Presidente Napolitano, la manovra economica deve avere la priorita´ ma – ribadisce – nulla impedisce alla Camera in terza lettura di arrivare ad una definizione della legge sulle intercettazioni´´. Non entra nel merito del calendario dei lavori il ministro della Giustizia Angelino Alfano che pero´ ci tiene a ricordare come : ´´Dopo due anni di lavoro della Camera e del Senato riteniamo sia maturo il tempo per una decisione´´. Per il momento pero´ alla Camera del disegno di legge sulle intercettazioni non c´e´ traccia. Nessun accenno nella capigruppo riunitasi oggi a Montecitorio (la prossima ci sara´ il 30 giugno) e non si esclude che segnali piu´ chiari sui tempi dell´iter del ddl possano arrivare domani dal vertice convocato dal premier a palazzo Grazioli. Il tema poi sara´ discusso con Umberto Bossi nella consueta cena del lunedi´ ad Arcore, mentre domani il presidente del Consiglio fara´ il punto con capigruppo e coordinatori del Pdl. Nel frattempo, l´opposizione torna all´attacco. Il leader dell´Udc Pier Ferdinando Casini concorda con Napolitano: ´´La manovra e´ la priorita´´´ dice l´ex presidente della Camera che aggiunge: ´´Questa legge sulle intercettazioni va cambiata´´. Che il disegno di legge vada cambiato lo ribadisce da tempo anche il Partito Democratico: ´´Le modifiche – chiarisce pero´ Donatella Ferranti, capogruppo in commissione Giustizia alla Camera – devono essere concepite alla luce del sole, dopo un adeguato confronto con le opposizioni e con i soggetti interessati dal provvedimento: giornalisti, giuristi, forze di polizia´´. Giudizio negativo anche dall´Italia dei Valori: ´´Napolitano ha pronunciato parole che condividiamo profondamente´´, osserva Massimo Donadi che sulle intercettazioni e´ tranchant: ´´Il ddl non solo non e´ una priorita´ per il Paese ma e´ una vera sciagura´´. (ansa)

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