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Lutti: addio a Manuela Righini, prima donna giornalista ad occuparsi di sport in Italia

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Firenze, 21 giu – E´ stata la prima donna nel mondo del giornalismo italiano ad occuparsi di sport, un settore che ha amato fortemente come intensamente ha amato il lavoro. E il giornalismo deve molto a Manuela Righini, scomparsa oggi all´ eta´ di 59 anni, perche´ ha tracciato la strada, in un mondo allora tutto monopolizzato dagli uomini, inaugurando un nuovo modo di seguire lo sport e il ´circo´ che lo avvolge. ´´E´ stata la prima donna che ci aspettava davanti agli spogliatoi – racconta con voce commossa Giancarlo Antognoni – e ben presto i giocatori della mia generazione impararono a conoscerla e ad apprezzarne le doti professionali e umane´´. Perche´ Manuela, ricordano i colleghi, non si tirava indietro di fronte a niente, neppure alla sua maternita´, e lavorava sul campo, magari tirando la carrozzina con la figlia Martina che aveva pochi mesi. Manuela era un giornalista purosangue che ha dato il massimo (e prendeva dagli altri altrettanto) e non ha mai gradito i mezzi toni. Sigaretta in bocca, occhiali sui capelli, che fosse al ´Brivido sportivo´, il settimanale toscano di calcio dove ha mosso i primi passi, a Paese Sera, all´agenzia ANSA (prima a Firenze poi a Roma), a Kataweb (Gruppo Espresso), al Corriere della Sera, ´Manu´ ha sempre lavorato con una energia sorprendente e un rigore oggi sempre piu´ raro. ´´In via Solferino e´ arrivata in punta di piedi – ricorda Paolo Ermini, che e´ stato suo vicedirettore per alcuni anni e oggi dirige il Corriere Fiorentino – occupandosi della pagina della Lombardia; poi e´ diventata ben presto punto di riferimento per tutti noi, ma anche per i direttori che ne apprezzavano l´onesta´, la generosita´ e soprattutto la limpida sincerita´, anche quando li contraddiceva´´. Una grinta e una determinazione che hanno avuto un momento di sintesi particolarmente felice negli anni trascorsi all´Ansa dove, durante il periodo fiorentino, la cronista-Manuela ha seguito i grandi fatti di cronaca di allora: la rivolta di Porto Azzurro (1987), la tragedia del traghetto Moby Prince (1991), l´attentato ai Georgofili (1993). Una grande professionista che, nonostante le molteplici esperienze, non ha dimenticato di essere nata a Firenze dove e´ voluta tornare per trascorre l´ultima parte della sua vita. E la citta´ non l´ha dimenticata come testimoniato dai tanti messaggi della tifoseria viola, dal minuto di silenzio tributato dal Consiglio comunale, dal cordoglio del sindaco Matteo Renzi, dell´Ordine e dell´Ussi regionale. A livello nazionale l´hanno ricordata con affetto, tra gli altri, il vicepresidente del Senato Vannino Chiti e la Federazione nazionale della stampa. I funerali si svolgeranno domani alle 15.30 nella chiesa di San Francesco in piazza Savonarola a Firenze. (ansa)

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