L´Avana, 8 lug – All´Avana e´ tempo di novita´, e di rilievo: Guillermo Farinas ha oggi posto fine a uno sciopero della fame lungo piu´ di quattro mesi, ore dopo l´annuncio del rilascio, in tempi diversi, di un ´gruppone´ di 52 prigionieri politici, a seguito del dialogo in corso tra la Chiesa cattolica e il governo di Raul Castro. Tali annunci sono di fatto coincisi con la visita del ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos, che e´ stato ricevuto dal presidente Castro. La sensibile decurtazione del numero dei detenuti politici – 52 su un totale di 167 secondo fonti della dissidenza – aveva subito spostato l´attenzione proprio sulle intenzioni di Farinas, lo psicologo e giornalista che lo scorso 23 febbraio aveva avviato un digiuno a oltranza per richiedere il rilascio di 23 prigionieri malati. Farinas, le cui condizioni di salute sono ormai da tempo molto critiche, ha quindi deciso di dare ascolto a quanto gli chiedevano la famiglia e numerosi dissidenti, ponendo cosi´ fine allo sciopero della fame. Subito dopo l´annuncio sull´impegno delle liberazioni di ieri, Farinas aveva reagito con prudenza, precisando che prima di decidere sul suo digiuno voleva avere rassicurazioni sul fatto che le liberazioni fossero effettive. Oggi c´e´ stato un passo in avanti concreto, visto che la Chiesa ha reso noto i nomi di cinque detenuti che saranno liberati quanto prima e di altri sei prigionieri che saranno trasferiti in carceri piu´ vicine al loro luogo di residenza. Poco dopo, Farinas ha reso noto il suo stop al digiuno. Mentre la Spagna non nasconde la propria soddisfazione per l´esito della mediazione della Chiesa e della missione Moratinos, Washington ha atteso qualche ora prima di prendere posizione: ´´Siamo incoraggiati da quello che sembra essere un accordo tra la Chiesa e le autorita´ – ha detto Hillary Clinton parlando con i giornalisti -. Lo riteniamo un segnale positivo. Qualcosa che avrebbe dovuto avvenire da tempo, ma che nello stesso tempo accogliamo come benvenuto´´. Simile la reazione di Bruxelles: ´´La Ue ha seguito con grande interesse il dialogo tra la Chiesa e il governo, e spera che questo dialogo portera´ al rilascio di tutti i prigionieri politici´´, ha precisato la Commissione europea. Anche se se ne parlava da tempo, diverse capitali si sono oggi d´altra parte fatte avanti per accogliere quei detenuti che saranno liberati e che andranno all´estero. Gli Usa hanno per esempio sottolineato di essere pronti ad offrire asilo politico ai dissidenti cubani, mentre simili dichiarazioni sono giunte anche da Santiago del Cile, Madrid e Parigi. Non si esclude che altre capitali europee possano aggiungersi alla lista, e aprire le porte agli oppositori. (ansa)