Beirut, 8 lug – Licenziare una giornalista per un commento su Twitter: succede negli Stati Uniti, patria della libertà d´opinione e di stampa, e in una delle testate più importanti del mondo, la Cnn. La colpa di Octavia Nasr, incaricata della copertura mediatica del Medioriente, è quella di aver postato sul social network Twitter una frase di ammirazione nei confronti dell´ayatollah sciita Mohammed Hussein Fadlallah, morto domenica a 75 anni dopo una lunga malattia. La giornalista ha lasciato ieri il suo ufficio di Atlanta, ma l´episodio fa discutere. Fadlallah, negli anni Ottanta vicino agli Hezbollah e da tempo considerato il mentore del movimento sciita libanese, era noto per le sue posizioni anti-americane e anti-israeliane. La Nasr si è riferita a lui dichiarando ´massimo rispetto per uno dei giganti di Hezbollah´ ma il micro-messaggio è stato subito attaccato dai difensori di Israele (´E´ anche lei una simpatizzante di Hezbollah?´, si è chiesto il sito Honest Reporting, impegnato a difendere Israele ´dal pregiudizio dei media´). In un post successivo la Nasr ha cercato di correggere il tiro (´Sembra che appoggi tutte le opinioni di Fadlallah. Non è cosi´) ma ormai la polemica era scoppiata. La giornalista, che lavorava per la Cnn da vent´anni, ha chiesto scusa pubblicamente per la frase pubblicata, ma non è servito: secondo il vice presidente del settore news, Parisa Khosravi, la credibilità professionale della Nasr è infatti ormai compromessa e questo le impedisce di continuare a lavorare per la tv americana. Martedì il network tv ha diffuso un comunicato definendo un “errore” il giudizio espresso “in modo così semplicistico” dalla sua (ormai ex) dipendente e la Nasr ha replicato in un blog che intendeva riferirsi all´atteggiamento di Fadlallah sui diritti delle donne: il religioso aveva infatti emesso delle fatwa contro il “crimine d´onore” e riconosciuto il diritto delle donne a difendersi da mariti violenti. La giornalista ha concluso precisando che l´uomo era “riverito oltre confine anche se descritto come un terrorista. La sua non è una vita che si può commentare in un breve tweet. E´ una cosa di cui mi rammarico profondamente”. (repubblica.it)