Cerca
Chiudi questo box di ricerca.

Libertà di stampa: no alla legge-bavaglio, black-out dell´informazione. Pochissimi giornali in edicola, tv e radio senza notizie, siti fermi

Condividi questo articolo:

Roma, 8 lug – Black-out dell´informazione contro la Legge Bavaglio. Pochi giornali in edicola, siti fermi e blog muti. Televisioni e radio senza notizie. E´ la giornata del silenzio ´rumoroso´. Che arriva dopo due mesi di proteste contro il ddl Alfano sulle intercettazioni. Una mobilitazione trasversale, che ha come protagonisti giornali, partiti, associazioni, gruppi e comitati. E che, dopo piazze piene e centinaia di micro-iniziative, arriva oggi allo sciopero dei giornalisti. La Fnsi. Per la Federazione nazionale della Stampa italiana, si tratta sia di ´una protesta straordinaria´ sia della ´testimonianza di una professione, quella giornalistica, che vuole essere libera per offrire ai cittadini un´informazione leale e completa´. Un silenzio forzato e simbolico, per “evidenziare i tanti silenzi quotidiani che il “ddl intercettazioni” imporrebbe se passasse con le norme all´esame della Camera”. Le modalità. Lo sciopero ha diverse modalità. I giornalisti dei quotidiani si asterranno dal lavoro nella giornata di giovedì 8 luglio per impedire l´uscita dei quotidiani nella giornata di venerdì 9 luglio; per le agenzie di stampa, il lavoro si ferma dalle ore 07.00 di venerdì 9 luglio alle ore 07.00 di sabato 10 luglio; per le testate web e i siti on-line, stop dalle ore 06.00 di venerdì 9 luglio alle ore 06.00 di sabato 10 luglio. Si fermano anche i giornalisti free-lance, i collaboratori, i corrispondenti, i giornalisti degli uffici stampa e quelli dei periodici. Per la televisione, lo sciopero è dalle ore 06.00 di venerdì 9 luglio alle ore 06.00 di sabato 10 luglio. Saranno comunque assicurati soltanto i notiziari in forma ridotta previsti da eventuali accordi aziendali. Tra i giornali che non saranno in edicola la Repubblica, Il Corriere della Sera, il Sole 24 ore, la Stampa, il Messaggero, il Mattino, il Fatto Quotidiano, L´Unità, il manifesto. Tante le iniziative in tutta Italia. A Firenze presso la Casa del Popolo de L´Isolotto alle ore 21 incontro pubblico su ´´Informazione libera contro la legge bavaglio´´ a cui partecipano tra gli altri Gennaro Migliore della segreteria nazionale di Sel e il presidente della Fnsi Roberto Natale. A Messina dalle 9 alle 12 i giornalisti manifesteranno davanti al Palazzo di Giustizia. A Napoli, è già possibile trovare il presepe con i pastori imbavagliati. Silenzio in rete. Giornali on line e blog saranno listati a lutto. Per coinvolgere nella protesta anche i luoghi dove viaggia l´informazione diffusa. In un comunicato congiunto, i promotori dell´iniziativa – le associazioni Articolo21, Lettera 22 e Reporter Senza Rete – dichiarano: “Non pubblicheremo nulla il giorno 9 se non le nostre considerazioni sulla legge bavaglio”. Il web. Ancora una volta, la rete è stata luogo di confronto e di dibattito, di proposta e di riflessione. Dalle 330mila adesioni all´appello “Libertà è partecipazione” lanciato da Stefano Rodotà, fino alle tante iniziative del gruppo Valigia Blu, come quella dei ragazzi del post-it. Proprio Valigia Blu, ha lanciato l´idea di sostituire lo sciopero con una giornata di super-informazione. Proposta che ha incontrato il favore di tanti, tra cui anche Fare Futuro Web Magazine, il giornale online della fondazione vicina al presidente della Camera Gianfranco Fini. Le non-notizie. Un reportage sul cadavere di una blatta. Un´inchiesta sul perché i bicchieri di carta s´incastrano nei distributori automatici. Tra le forme di protesta più creative, c´è quella realizzata dal sito Strilli.it. Che ha realizzato un notiziario del tutto surreale: “Vogliamo far comprendere ai nostri utenti quanto sia importante un´informazione vera. Proprio quella che il ddl intercettazioni mette in pericolo”. I Partiti. La protesta dei giornalisti, grande impegno in Parlamento dei partiti d´opposizione. Per Pierluigi Bersani, segretario del Pd, “il ddl intercettazioni contiene norme che sono contro la legalità”. E per manifestare la propria adesione allo sciopero, i siti dell´Italia dei Valori e di Sinistra e Libertà saranno listati a lutto. Per Antonio Di Pietro, leader dell´Idv, “la rete è rimasta una delle poche voci libere di questo Paese. Noi ci siamo sempre battuti a sua difesa”. Le associazioni. Sono numerose le associazioni che partecipano e sostengono lo sciopero dei giornalisti contro la Legge Bavaglio. Il sito di Libertà e Giustizia non sarà aggiornato per solidarietà con la Fnsi: “La giornata di silenzio è sostanzialmente questo: un´azione dimostrativa che vale quanto una pagina bianca di quotidiano o un numero speciale sul tema”. Un messaggio di solidarietà ai giornalistii italiani è arrivato dal segretario generale di Reporter senza frontiere Jean-Francois Julliard che ha espresso il proprio sostegno a tutti i giornalisti italiani in sciopero contro una “legge draconiana”. Le personalità. Due mesi di mobilitazione. Due mesi cha hanno visto Repubblica in prima linea contro una legge illiberale. Numerose le testimonianze e le analisi raccolte dal nostro giornale. Come quella di Gustavo Zagrebelsky, dell´11 giugno 2010: “E´ adeguato alla serietà delle questioni sollevate dal disegno di legge del governo sulle intercettazioni il dibattito, anzi la rivolta che ne è seguita”. O Stefano Rodotà, nel giorno della manifestazione del primo luglio: “Il presidente del Consiglio vuole liberarsi in un sol colpo dell´odiata magistratura, del sistema dell´informazione e delle istituzioni culturali”. Giorgio Bocca: “Giù la maschera. Quello che vuole, che pretende la maggioranza al potere è l´impunità totale, il silenzio sui suoi furti e malversazioni”. Roberto Saviano: “La legge bavaglio non è una legge che difende la privacy del cittadino, al contrario, è una legge che difende la privacy del potere”. (repubblica)____________________________________________________________INTERCETTAZIONI: SCIOPERO STAMPA, LE RAGIONI DEI QUOTIDIANI Quasi tutti i quotidiani riportano oggi in prima pagina un avviso ai lettori per spiegare che domani non saranno in edicola a causa dello sciopero promosso dalla Federazione Nazionale della Stampa contro il decreto sulle intercettazioni. Repubblica illustra le ragioni della scelta in un editoriale intitolato ´´Il senso del silenzio´´. Lo stesso fa il Corsera con un pezzo di Fiorenza Sarzanini. Il Fatto, che qualche giorno fa aveva pubblicato la proposta di Marco Travaglio di uscire con edizioni straordinarie listate a lutto, avverte che domani non ci sara´. Altri, come il Foglio e il Riformista, pubblicano invece editoriali nei quali spiegano perche´ hanno deciso di uscire ugualmente in edicola. Nessun accenno sulle prime pagine di Libero e de Il Giornale, che domani usciranno regolarmente. ´´Foglio domani c´e´´, titola il quotidiano diretto da Giuliano Ferrara. Che spiega ai suoi lettori: ´´non possiamo scioperare uniti e compatti contro la nostra linea editoriale, contro le nostre idee. Non che tutti la pensiamo allo stesso modo, qui al Foglio´´, si sottolinea, ´´C´e´ anche chi sciopera. Ma all´ingrosso circola una sensazione ben riassunta nell´appello della privacy come diritto primario di liberta´, da noi pubblicato nei giorni scorsi´´. Il movimento contro la legge bavaglio cosiddetta, prosegue il Foglio ´´puo´ avere delle ragioni tecnico-legislative, ma ha purtroppo per scopo evidente difendere lo stato di cose presente, l´eccezione italiana´´, la riproposizione sulla stampa e in tv ´´di nastri intercettati in cui persone, faccende private, liberta´ grandi e minute sono sottoposte a gogna´´. Il Riformista, la cui redazione ha votato a maggioranza ieri la non adesione allo sciopero, sottolinea che sara´ in edicola per una ´´Questione di liberta´´´ e lo spiega con un editoriale del direttore, Antonio Polito. Ma cinque giornalisti affidano un documento a Stampa Romana per dire che faranno sciopero perche´ ritengono utile la mobilitazione ai fini del miglioramento del ddl. Polito sottolinea la questione della privacy nonche´ quella della ´´garanzia processuale da assicurare agli imputati´´. E aggiunge: ´´mettersi per un giorno il bavaglio che si proclama di voler combattere per protestare contro una legge che non sappiamo ancora se ci sara´ e come sara´, non e´ proprio la forma di lotta piu´ intelligente´´. (ansa)

Il network