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Intercettazioni: per Berlusconi "la libertà di stampa non è un diritto assoluto". Pd, premier pericoloso

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Roma, 10 lug – Per tutta risposta allo sciopero dei giornalisti sul ddl intercettazioni e al silenzio dei media di ieri, Silvio Berlusconi rovescia la prospettiva. Non e´ la legge che vieta di ascoltare telefonate altrui ad essere un bavaglio per la liberta´, dice il premier. E´ piuttosto ´´la stampa schierata con la sinistra, pregiudizialmente ostile al governo, che disinforma, distorce la realta´ e calpesta in modo sistematico il diritto sacrosanto della privacy dei cittadini´´, ad aver ´´imposto il bavaglio alla verita´´´. Ed ai promotori della Liberta´, legionari berlusconiani destinatari dell´ennesimo messaggio del Cavaliere, Silvio Berlusconi affida percio´ il ´´compito non facile ma importante´´ di liberare la verita´ da questo bavaglio. Per il premier sono insomma certi giornalisti che ´´calpestano´´ il diritto ad un ´´uso sereno del telefono´´, ´´invocando la loro liberta´ come se fosse un diritto che prescinde dai diritti degli altri´´. Berlusconi li bacchetta, ricordando che ´´in democrazia non esistono diritti assoluti, perche´ ciascun diritto incontra il proprio limite negli altri diritti egualmente meritevoli di tutela che, in caso della privacy, sono prioritariamente meritevoli di tutela´´. ´´Un principio elementare della democrazia – osserva il premier – ma che la stampa italiana, nella sua maggioranza, ha deciso di ignorare´´. L´attacco ai media riporta parzialmente l´orologio indietro rispetto ai giorni scorsi, quando il Guardasigilli Angelino Alfano era salito al Colle ad indicare al segretario generale Donato Marra la volonta´ del premier di procedere a ´´modifiche significative´´ sul testo. Cambiamenti che dovrebbero essere pronti per lunedi´, quando si riunira´ la Consulta per la giustizia del Pdl, e dovrebbero tener conto anche dei desiderata dei finiani. Ma intanto oggi sul web magazine di FareFuturo si prende ancora una volta le distanze dal premier, sostenendo che la liberta´ di stampa ´´non e´ mai abbastanza´´ ed e´ un ´´diritto assoluto´´. Quella di oggi e´ anche la giornata in cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lancia nuovamente un appello a riforme condivise. Lo fa inviando un messaggio al congresso del Psi, nel quale sottolinea ´´la necessita´ che ben mirate modifiche istituzionali ormai mature si definiscano attraverso un percorso condiviso nel rispetto dei principi fondamentali desumibili dall´intero impianto costituzionale´´. Subito l´opposizione contrappone il richiamo di Napolitano a sobrieta´ ed etica di responsabilita´ nella politica allo ´´sproloquio propagandistico ed aggressivo´´ del premier, che oggi torna ad accusare gli avversari politici di essere capaci ´´solo di criticare e insultare´´. ´´Il giorno dopo il silenzio e lo sciopero dei giornalisti contro la legge bavaglio – afferma la capogruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro – il premier decide di attaccare la libera stampa tacciandola di fare disinformazione. E poche ore dopo il saggio appello del presidente Napolitano a lavorare per riforme condivise e a recuperare sobrieta´ e responsabilita´, Berlusconi decide di alzare i toni e insultare l´opposizione. Il suo e´ un propagandismo esasperato, che nasconde un disegno pericoloso per la democrazia perche´ mira a indebolire le istituzioni, il confronto parlamentare, la magistratura e la libera stampa´´. (ansa)

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