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Intercettazioni: accordo vicino tra finiani e Pdl Commissione Giustizia convocata per domattina

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Roma, 19 lug – ´´Un accordo e´ vicino, ma ancora non c´e´ niente di ufficiale´´. Cosi´ un deputato del Pdl sintetizza la giornata di oggi. Una giornata di trattative sul fronte del ddl intercettazioni destinata a ´chiudersi´ molto tardi. Ma sul cui esito il premier Silvio Berlusconi ostenta ottimismo: ´´vedrete che ce la faremo´´, dice ricordando che tra gli obiettivi del governo c´e´ anche quello di tutelare la privacy. Fino ad ora, si racconta nella maggioranza, tra il Guardasigilli Angelino Alfano e il presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno ci sarebbero stati contatti telefonici anche se nessuno esclude che un incontro tra loro possa avvenire in tarda serata. I finiani, insomma, continuano nel loro impegno ´anti-bavaglio´ come assicura il presidente della Camera Gianfranco Fini a Palermo a chi gli chiede notizie sul ddl: ´´Vedete cosa sto facendo…´´ risponde. Come a dire che lui ce la sta mettendo tutta per ´parare´ gli ´affondi´ dei berlusconiani al testo. Ma che non si tratta di una partita facile anche se da ´´Presidente della Camera – ha poi spiegato – ho fiducia nel Parlamento´´. Allo stato, quello che si sa, e´ che gli emendamenti messi a punto dalla Bongiorno potrebbero essere accolti e che il governo potrebbe presentare un emendamento che riduca di fatto il ´bavaglio´ alla stampa. Il principio e´ quello contenuto nell´emendamento scritto dal capogruppo del Pd in commissione Donatella Ferranti: le intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini potrebbero essere pubblicate subito dopo l´udienza ´filtro´, quella nella quale il magistrato, presenti le parti, fa la selezione tra gli ´ascolti´ estranei alle indagini e quelli invece ´rilevanti´. I primi non potranno mai essere pubblicati, i secondi si´. Il Pdl, pero´, spiegano alcuni esponenti del partito, non avrebbe mai potuto accettare che si votasse un emendamento dei Democratici su un tema cosi´ rilevante. Ne´ i berlusconiani volevano che a presentarlo fosse Giulia Bongiorno. Avrebbe dato troppo il senso della ´´resa incondizionata al volere dei finiani´´, spiegano. Cosi´ e´ molto probabile che la proposta di modifica che recepisce di fatto anche i suggerimenti che sarebbero arrivati dal Colle venga ´fatta propria´ dal governo. Alfano pero´ oggi e´ irrintracciabile e la sua agenda di impegni fittissima: sbarcato a Roma nel tardo pomeriggio, ha preso parte alla messa privata al ministero in ricordo di Falcone e Borsellino. Ma, sino ad ora, si e´ tenuto a ´distanza di sicurezza´ dai cronisti. Il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo invece sembra che sia stato chiuso a Via Arenula per buona parte della giornata. Molto probabilmente, pero´, a ´studiare´ anche le carte relative all´inchiesta che lo riguarda. E in molti nel centrosinistra sono pronti a scommettere che domani in commissione Giustizia Caliendo non verra´ visto che nel Pd si starebbe preparando una sorta di azione di protesta contro il sottosegretario indagato nell´inchiesta ´Eloico-P3´. La Consulta della Giustizia del Pdl, che era stata convocata per la serata non si terra´, avverte uno dei ´tecnici´ che abitualmente vi prende parte, ed ´´e´ stata spostata a mercoledi´´´. ´´Questo – osserva – potrebbe avere un duplice significato: o e´ ancora tutto ancora in alto mare oppure stanno mettendo nero su bianco la proposta o le proposte di modifica che potrebbe depositare il governo´´. L´unica cosa certa, al momento, e´ che la commissione Giustizia della Camera e´ convocata per domani mattina alle 10 e che, al massimo nella seduta che riprendera´ dopo i lavori dell´Aula, un parere sugli emendamenti presentati sino ad ora dovra´ essere dato da governo e relatore. Certo, commenta Ferranti, incontri cosi´ decisivi come quello tra Alfano e Bongiorno ´´dovrebbero avvenire alla luce del sole´´. (ansa)

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