Roma, 21 lug – Se il ddl intercettazioni fosse gia´ entrato in vigore sarebbe stato davvero difficoltoso dar vita all´inchiesta ´Eolico-P3´. Nel provvedimento, ora all´esame della commissione Giustizia della Camera, infatti, c´e´ una norma che prevede l´obbligo per i magistrati di chiedere sempre l´autorizzazione alle Camere quando si ascoltano conversazioni di parlamentari intercettate su utenze di terze persone. Sempre che si accerti che la vera finalita´ dell´ ´ascolto´ sia quella di controllare piu´ che altro il parlamentare. E la procedura che si propone in questo caso e´ piuttosto complessa: si sospendono gli ascolti e si inseriscono i loro contenuti in un´apposita sezione dell´archivio riservato. A conclusione delle indagini preliminari se ne da´ comunicazione al parlamentare ´intercettato´. Quindi si chiede l´autorizzazione alla Giunta della Camera di provenienza per poter continuare gli ascolti. Attualmente, invece, i titolari dell´inchiesta ´Eolico-P3´ hanno potuto continuare ad ascoltare i parlamentari su utenze di terze persone senza dover chiedere alcuna autorizzazione alle Giunte delle Camere di appartenenza, ´forti´ di una sentenza della Corte Costituzionale che glielo consentiva. E questo lo spiegano chiaramente i magistrati del Tribunale di Roma nella loro ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino. Essendo in questo caso le intercettazioni dei parlamentari ´´casuali´´, affermano, sono utilizzabili nei confronti di terzi ´´senza necessita´ di autorizzazione preventiva o successiva della Camera´´. L´attivita´ di intercettazione, aggiungono, ´´e´ stata eseguita non gia´ a carico o comunque al fine di captare i colloqui dei parlamentari, ma nei confronti di soggetti che, in quanto raggiunti da indizi gravi di colpevolezza, costituivano loro stessi (e non i parlamentari) il bersaglio nei cui confronti l´atto investigativo era diretto´´. Se il ddl fosse gia´ entrato in vigore, si sostiene nel centrosinistra, continuare negli ´ascolti´ sarebbe stato impossibile. (ansa)