Parigi, 13 set – Le Monde accusa l´Eliseo di aver violato la legge che protegge le fonti dei giornalisti nel tentativo di imbavagliare la stampa e bloccare le fughe di notizie sull´affare Woerth – Bettencourt. La presidenza ha smentito, ma il quotidiano ha già preparato una denuncia in sede penale, mentre un consigliere del ministero della Giustizia, sospettato di aver alimentato gli articoli del giornale, è stato spedito ad occuparsi della corte d´appello della Caienna (una missione che sembra uno scherzo ma non lo è). Secondo la direttrice della redazione del quotidiano, Sylvie Kaufmann, il controspionaggio ha indagato e si è fatto consegnare da un operatore telefonico la liste delle chiamate emesse e ricevute da un alto funzionario: tra i suoi corrispondenti c´era anche un giornalista di Le Monde. Il capo del controspionaggio aveva ammesso, qualche giorno fa, ´una ricognizione´ sulla vicenda. L´Eliseo ha smentito ´totalmente´ le accuse, assicurando di non aver ´mai dato la benché minima istruzione a qualsiasi servizio´. Eppure, un articolo pubblicato a metà luglio, in cui veniva riassunta una testimonianza che metteva in difficoltà Eric Woerth, aveva suscitato l´ira della presidenza. In un´intervista a una radio, la Kaufmann ha precisato i contorni dello spionaggio di cui è stato oggetto il giornale: ´Non abbiamo per niente la certezza di intercettazioni, abbiamo invece la certezza di ricerche per accertare le chiamate telefoniche fatte o ricevute a partire da un apparecchio telefonico. Denunciamo un ostacolo alla libertà di stampa. La violazione di una legge che esiste, che è stata adottata e pubblicata molto recentemente. Secondo le nostre informazioni, l´ordine di fare ricerche telefoniche è venuto dall´Eliseo per identificare le fonti delle nostre informazioni´. Un´indagine puramente amministrativa, condotta dal controspionaggio al di fuori di un quadro giudiziario, quindi illegale secondo il quotidiano. Fonti anonime del controspionaggio hanno confermato alla Reuters l´esistenza di un´indagine: “Ma era in regola con la legge. Si trattava di verificare la lealtà di alti funzionari”. L´articolo aggiunto alla vecchia legge sulla stampa del 1881 è stato promulgato proprio da Sarkozy: cercare di scoprire le fonti di una testata investigando su persone in contatto regolare con i giornalisti “è considerato come una minaccia indiretta al segreto delle fonti”. La legge prevede una sola eccezione, “un imperativo di interesse pubblico”, che non si può certo applicare al caso Woerth-Bettencourt. La vicenda ha suscitato un´ondata di reazioni. I socialisti parlano di un “Woerthgate” e accusano direttamente l´Eliseo, un sindacato dei giornalisti insorge contro un comportamento che “calpesta” la nuova legge, Reporters sans Frontières chiede un´indagine parlamentare sulla vicenda. La maggioranza evita di far commenti e aspetta che passi la bufera: provare un intervento diretto dell´Eliseo sarà praticamente impossibile e il centro – destra spera che la denuncia contro ignoti presentata da Le Monde si perda nei meandri del palazzo di giustizia. (repubblica.it)