Roma, 24 ott – La Rai sta ´´sempre sul lettino dello psicanalista´´, attacca il segretario del Pd Pierluigi Bersani. La colpa e´ di ´´decenni di dominio assoluto della sinistra´´, replica il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Il botta e risposta tiene banco alla vigilia di una settimana che si preannuncia incandescente, tra l´incontro di domani tra il vertice aziendale e i sindacati dei dipendenti, sul piede di guerra contro le esternalizzazioni, il convegno organizzato dall´Usigrai per mercoledi´ 27 ottobre e il cda di giovedi´ 28 dove si potrebbe tornare a parlare di nomine. Domani alle 17 il direttore generale, Mauro Masi, con i vicedirettori generali, incontrera´ i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Snater e Libersind: in primo piano, l´affidamento a ditte esterne di parte delle riprese, trucco, abiti, abbonamenti e le possibili riduzioni di organico legati all´attuazione del piano industriale. ´´Se il dg non torna indietro – avverte Flavio Tomei, segretario nazionale Uilcom Rai – metteremo in moto tutti i possibili meccanismi di protesta, in modo articolato, compreso lo sciopero generale´´. ´No al baratro! Una svolta per la Rai´ e´ poi il tema del convegno promosso per mercoledi´ dall´Usigrai nella sede della Federazione della stampa. All´incontro – al quale sono stati invitati tutti i partiti – si discutera´ di ´´timori e prospettive. Governance, risorse, natura giuridica – avverte il sindacato dei giornalisti Rai – sono questioni cruciali sulle quali occorre una risposta in tempi rapidi´´, al di la´ ´´della politica di corto respiro e delle mille contraddizioni della gestione Masi´´. E sempre l´Usigrai ha promosso per i giorni 9, 10 e 11 novembre il voto di sfiducia al dg. Giovedi´ si riunisce poi il consiglio di amministrazione e non si esclude che possa tornare sul tavolo il tema nomine. In particolare Masi potrebbe portare in consiglio proposte relative alla riorganizzazione dei canali digitali, anche perche´ l´ultimo nato, Rai 5, parte il 26 ottobre. ´´Se la Rai se fosse una azienda normale – dice intanto oggi Bersani – anziche´ stare sempre sul lettino dello psicanalista saprebbe fare i conti, con i costi e i ricavi: a volta quello che costa molto ti porta molto, e quello che costa meno magari ti fa perdere´´. Replica Bonaiuti: ´´Siamo d´accordo con Bersani: decenni di dominio assoluto e incondizionato della sinistra indurrebbero chiunque, compresa la Rai, a ricorrere alla psicanalisi!´´. ´´Con quale coraggio Bonaiuti parla di Rai, lui che insieme ai suoi compari sta portando il servizio pubblico sull´orlo di una crisi senza precedenti?´´, si chiede Stefano Di Traglia, responsabile Comunicazione del Pd, mentre Enrico Letta rilancia l´idea di ´´togliere i partiti dalla Rai e gestirla con spirito manageriale´´. L´Idv pero´ non ci sta: ´´Chi dice ´fuori i partiti dalla Rai´ agisca di conseguenza e ritiri subito i propri uomini dal cda´´, ammonisce il capogruppo in Vigilanza Pancho Pardi. (ansa)