Sana´a, 26 ott – Finisce sul banco degli imputati in Yemen un giornalista accusato di sostenere la cellula locale di al-Qaeda, Aqap. Trentaquattro anni, Abdul-Elah Haidar Shaia´a, freelance e analista specializzato in gruppi islamisti, recentemente ha pubblicato un´intervista con Anwar al-Awlaki, l´imam radicale yemenita di origini americane che si pensa avesse a che fare con il fallito attentato di Natale su un volo in fase di atterraggio a Detroit. Tra le accuse a carico del reporter anche quella di aver raccolto informazioni sulla collocazione di agenzie di sicurezza e sulle ambasciate straniere a Sana´a e di averle poi trasmesse ai terroristi. Ma non solo. Per il procuratore Shaia´a avrebbe anche lavorato come addetto alla comunicazione di al-Awlaki, di cui tra l´altro era seguace Nidal Hasan, l´ufficiale musulmano responsabile della strage nella base militare di Fort Hood in Texas del novembre scorso. Shaia´a è inoltre accusato di “disseminzaizone di notizie e dichiarazione false attraverso i vari media con l´obiettivo di promuovere questo gruppo criminale, distruggere la pace pubblica e colpire l´interesse nazionale”. Il giornalista, nel respingere tutte le accuse, ha chiesto alla corte di indagare contro un arresto che ha definito “illegale” ed una “detenzione arbitraria”. (aki/adnkronos)