Roma, 26 ott – Ne´ truffa, ne´ frode, ne´ inganno di sorta. La vendita dell´appartamento monegasco di Boulevard Princesse Charlotte alla societa´ offshore Printemps, il caso politico-giudiziario dell´estate che ha messo Fini sulla graticola, per i magistrati della procura di Roma si e´ svolta in modo del tutto regolare e puo´ essere definitivamente archiviata. Gianfranco Fini puo´ tirare un sospiro di sollievo. Nella vicenda di casa An, la procura di Roma ha chiesto l´archiviazione per ´´l´insussistenza di azioni fraudolente´´ nella vendita dei sessanta metri quadrati nel principato di Monaco lasciati in eredita´ ad An. Passata ai raggi x la procedura di alienazione dell´appartamento, i magistrati non hanno trovato ´´nessun artifizio o raggiro´´. E nemmeno il prezzo di vendita, 300mila euro (per i nemici di Fini, che sospettano un ´´imbroglio´´ si tratta di un presso ridicolo) ha smosso i magistrati, secondo i quali ´´´la doglianza sulla vendita a prezzo inferiore non compete al giudice penale ed e´ eventualmente azionabile nella competente sede civile´´. Cala cosi´ il sipario sull´affaire della vendita dell´appartamento monegasco , scoperto dal Giornale e utilizzato per mettere in dubbio l´integrita´ morale del presidente della Camera. Nel mettere la parola fine al tormentone di Montecarlo, la procura di Roma svela che Fini e´ iscritto nel registro degli indagati insieme all´ex tesoriere di An Francesco Pontone: truffa aggravata il reato che avevano ipotizzato i titolari dell´inchiesta, Giovanni Ferrara e Pierfilippo Laviano, che indagavano sulla base di una denuncia di due esponenti della destra, convinti che l´appartamento fosse stato svenduto. E´ l´ultimo colpo di scena della vicenda, che arriva insieme alla notizia dell´archiviazione. Dopo settimane di polemiche e colpi di scena, dopo i dossier, le rilevazioni giunte dal sudamerica, le stime sulla cifra di vendita, gli attacchi e i veleni, i finiani, anche se la consegna e´ quella del silenzio, possono finalmente gioire per l´onore recuperato del loro capo(´´Andiamo avanti!´´ esulta su facebook Benedetto Della Vedova). Ma anche a casa Fini, dopo i giorni bui in cui il presidente della Camera si ritrovo´ a dover prendere le distanze dal cognato Giancarlo Tulliani, l´affittuario dell´appartamento monegasco venduto da An per 300mila a una societa´ offshore, la decisione della procura dovrebbe aver rasserenato gli animi. Lo stato d´animo collettivo e´ sintetizzato da Francesco Pontone, l´anziano amministratore che vendette l´appartamento alla societa´ Printemps: ´´Sono contento e soddisfatto, si dimostra che era un´azione sballata presa contro il presidente della Camera´´. Ma la stampa vicina a Berlusconi non si pente. ´´Non credo che possa essere archiviato tutto, anche dal punto di vista civilistico. Gli italiani hanno diritto di sapere´´, dice il direttore editoriale del giornale Vittorio feltri. Duro il suo collega Maurizio Belpietro, direttore di Libero, che parla di una ´´cupola che impedisce agli italiani di essere informati´´. Ai due pesi massimi dell´informazione di centrodestra offre la sua sponda il direttore del Tg1 Augusto Minzolini: le inchieste del Giornale e Libero sulla vicenda di casa An, sostiene, sono molto piu´ pure rispetto a quelle di altri giornali perche´ stimolano l´attivita´ della magistratura. Quelle di Repubblica invece fungono solo da cinghia di trasmissione con le procure´´. Tra i nemici di Fini, il leader della Destra Francesco Storace, commenta gelido: ´´Evidentemente il processo breve , anzi brevissimo, vale solo per il presidente della Camera´´.________________________________________________CASA AN: DA INCHIESTA GIORNALE AD ARCHIVIAZIONE. Tre mesi dopo l´inizio delle polemiche, la procura di Roma ha chiesto oggi l´archiviazione dell´inchiesta relativa alla casa di Montecarlo ereditata da An. Ecco le principali tappe della vicenda. 28 LUG: ´´Fini, la compagna, il cognato e una strana casa a Montecarlo´´ e´ il titolo con cui il Giornale va all´attacco sull´appartamento ereditato da An e che risulta abitato da Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Gianfranco Fini. 2 AGO: Fini risponde con una querela al Giornale. 5 AGO: la procura di Roma apre un fascicolo contro ignoti. L´abitazione era stata ceduta nel 1999 ad An da una nobildonna e, poi venduta, nel 2008, ad una societa´ offshore e finita in affitto (dopo essere stata venduta ad un´altra societa´ offshore) a Giancarlo Tulliani. L´ipotesi di reato e´ truffa aggravata. L´inchiesta nasce da un esposto presentato da due militanti de La Destra. 6 AGO: gli inquirenti inoltrano una rogatoria internazionale. L´inchiesta punta ad accertare se l´appartamento monegasco non sia stato svenduto. La cifra ottenuta dal Partito in sede di cessione alla societa´ offshore e´ stata di 300 mila euro. 8 AGO: Fini afferma di non avere ´´nulla da nascondere´´ e si rimette al giudizio della magistratura. 13 AGO: nuovo attacco del Giornale, nuova querela. Per il quotidiano, Fini ha comprato i mobili per l´appartamento. 22 SET: la Guardia di Finanza acquisisce da An alcuni documenti tra cui la dichiarazione di successione. In questo atto viene indicato in circa 270 mila euro il valore dell´immobile. 23 SET: Italo Bocchino (Fli) ipotizza l´azione di uomini dei servizi segreti contro Fini. Una nota di Palazzo Chigi respinge come illazioni inaccettabili le accuse ai servizi. 24 SET: il governo di Santa Lucia conferma la lettera del ministro della Giustizia, Rudolph Francis, secondo cui Tulliani sarebbe l´acquirente dell´appartamento. 25 SET: l´avvocato vicentino Renato Ellero afferma che l´appartamento di Montecarlo e´ di un suo cliente e non di Giancarlo Tulliani. Fini annuncia dal sito di FareFuturo che dara´ le dimissioni se dovesse risultare che Tulliani e´ l´effettivo acquirente della casa. 13 OTT: le autorita´ di Montecarlo nella documentazione trasmessa alla procura giudicano congruo il valore, indicato nel 1999 nel passaggio di proprieta´. 26 OTT: la procura chiede l´archiviazione dell´inchiesta, nessuna truffa dietro la cessione dell´appartamento. Gli inquirenti rendono noto che Fini, in qualita´ di ex presidente di An, e Pontone erano stati iscritti nel registro degli indagati. (ansa)