Roma, 8 nov – Settimana nera per la stampa libica che paga la ´guerra´ intestina tra Seif Al Islam, figlio ´riformista´ del leader Gheddafi, e l´establishment ´conservatore´ guidato dal primo ministro in carica, Baghdadi Ali al-Mahmoudi. Un settimanale, Oea, e la prima agenzia di stampa indipendente, la Libya Press – entrambe testate del gruppo editoriale ´Al Ghad´ (´il domani´) che fa capo a Seif al Islam – sono stati chiusi ed almeno una decina di giornalisti (fino a trenta, secondo la versione riferita dalla televisione araba Al Jazira) sono in carcere da venerdi´. La notizia e´ stata data anche da un altro media del gruppo, Qurina, e la conferma e´ arrivata da alcuni giornalisti di Al Ghad, sentiti dall´ANSA, che hanno preferito conservare l´anonimato. Oea, gia´ ridotto qualche mese fa da quotidiano a settimanale, e´ stato chiuso mercoledi´ scorso e rimane attivo solo in forma ridotta il suo sito internet. Mentre da ieri sul sito di Libya Press campeggia un comunicato nel quale si denuncia con forza ´´il sequestro´´ di dieci dei suoi giornalisti e si definisce ´´illegale, vergognosa e scandalosa rispetto ai principi della Rivoluzione libica´´ l´operazione in corso. L´agenzia chiede ovviamente l´immediato rilascio dei cronisti di cui pubblica un elenco di nomi senza pero´ dare alcun dettaglio sulle ragioni dell´arresto. Alcune fonti libiche – legate al gruppo editoriale Al Ghad ma che preferiscono mantenere l´anonimato – hanno spiegato che queste misure sono legate alla pubblicazione avvenuta giovedi´ scorso da parte di Libya Press di una indiscrezione secondo la quale un alto dirigente del Movimento dei Comitati Rivoluzionari libici avrebbe tentato di vietare ai libici formatisi all´estero e poi rientrati in patria (molti dei quali amici del figlio del Leader) di occupare posti di potere all´interno del sistema statale e di aprire alle riforme economiche. Un´operazione di ´censura´ condivisa dai settori piu´ chiusi e conservatori della societa´ libica ed in netta opposizione al progetto riformista di Seif Al Islam, conosciuto con il termine ´Libya Al-Ghad´, ovvero ´la Libia del futuro´. L´arresto dei giornalisti di Libya Press arriva dopo la sospensione di Oea decisa mercoledi´ scorso, secondo fonti giornalistiche locali, con una nota del primo ministro Bagdadi Ali al-Mahmoudi. Anche qui si tratterebbe di una ritorsione dopo un articolo fortemente anti-governativo apparso sul giornale, letto da molti come un duro attacco diretto ad al-Mahmoudi. (ansa)