Da tempo stiamo assistendo a tagli a settori come la scuola, la ricerca, la cultura e lo spettacolo che, insieme all´informazione e alla comunicazione rappresenterebbero il volano ideale per invertire la tendenza al declino industriale dell´Italia. L´ultimo provvedimento, in ordine di tempo, che va nella direzione dell´impoverimento del settore informativo, è la vicenda del dimezzamento dei fondi per l´editoria di idee e in cooperativa, attuato soltanto pochi giorni dopo l´approvazione della legge sul patto di stabilità che aggiungeva 100 milioni agli 80 già previsti. Un decisione che, se confermata dalle Camere così com´è, porterebbe alla scomparsa di decine di testate e alla cancellazione di migliaia di posti di lavoro.
Di fronte a questa situazione, pur nell´assoluta autonomia strategica, il sindacato dei giornalisti deve tessere alleanze con le altre associazioni di categoria e con tutti i settori coinvolti. Bisogna lavorare alla convocazione di veri e propri Stati Generali della conoscenza, dell´informazione e della comunicazione che rimettano al centro del dibattito la crescita delle culture, la loro insostituibile funzione di cemento della vita democratica di un Paese.
Accanto a questa azione va ripresa e accelerata, la spinta riformatrice e innovatrice esterna ed interna della Fnsi e delle Associazioni regionali. In questo senso il congresso nazionale è un´occasione da non perdere per impostare il lavoro sindacale su alcune questioni che riteniamo prioritarie:
1. Uno statuto dell´impresa informativa che metta fine ai conflitti di interesse, che separi gestione finanziaria e gestione editoriale, che garantisca l´autonomia dei giornalisti e la qualità dell´informazione. Da affiancare a questo una profonda riforma della 416 che regoli tutto il settore, emittenza nazionale e locale compresa, che contenga nuove e più rigorose norme per l´accertamento dei reali stati di crisi e che stabilisca un nuovo piano regolatore dei finanziamenti pubblici secondo le moderne logiche di un welfare della comunicazione.
2. Una nuova struttura contrattuale che sia adatta alla reale composizione della categoria, che valorizzi le diverse competenza e comparti nel segno della difesa dell´autonomia giornalistica e della centralità della professione.
3. Stabilire standard di qualità di una formazione permanente che faccia da traino alla stabilizzazione del precariato, che puntelli il governo del mercato del lavoro giornalistico e gestisca la transizione alla multimedialità, da considerare un valore aggiunto, con il giornalista al centro del processo produttivo.
4. Un welfare e una nuova scansione di tutele e diritti per il lavoro autonomo e gli uffici stampa. Strappando il primo definitivamente a quella terra di nessuno fra il precariato e la marginalità, mentre per il secondo va rilanciato il percorso della 150 estendendo l´iniziativa contrattuale anche ai privati. Deve essere varata immediatamente e senza inutili rinvii la legge sul giusto compenso e recepita subito dal Parlamento la direttiva europea che impone il pagamento a trenta giorni dalla consegna dell´articolo. Pure in questo senso l´articolato contrattuale va profondamente modificato.
5. Va proseguita e incrementata la battaglia per cancellare i tagli del Milleproroghe all´editoria di idee e in cooperativa, dando subito attuazione al nuovo regolamento che stabilisce nuove norme di trasparenza impedendo che vengano finanziate testate fantasma o che non hanno giornalisti alle loro dipendenze.
6. Questi punti sintetici non possono che prevedere una profonda ristrutturazione dell´organizzazione della Fnsi che preveda un nuovo spazio per i comparti produttivi, pur nel permanere dell´articolazione territoriale, e una politica di apertura e inclusione dei colleghi, con particolare attenzione alle politiche di genere. Una conferenza di organizzazione, da tenere entro l´anno, potrebbe essere la sede idonea dove convogliare proposte e idee e dare loro una forma compiuta.
APPROVATO A MAGGIORANZA