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Libertà di informazione: scontri in Egitto, giornalista del Guardian denuncia: "fermato e malmenato con bastoni". Arrestati altri otto reporter

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Londra, 26 gen – Malmenato, picchiato duramente con dei bastoni e quindi arrestato. E´ quanto capitato a Jack Shenker, corrispondente al Cairo del quotidiano britannico The Guardian, mentre stava seguendo i disordini in piazza Abdel Munim Riyad. Il giornalista e´ pero´ riuscito a fuggire e ha documentato quanto successo con il suo registratore. Shenker ha raccontato di essere stato ´catturato´ da due agenti in borghese dei servizi di sicurezza egiziani e quindi trasportato in un ufficio governativo. Quando si e´ accreditato come giornalista britannico, sia in inglese che in arabo, e´ stato nuovamente picchiato e insultato da un ufficiale anziano. Shenker – il suo resoconto completo delle violenze subite verra´ pubblicato domani dal Guardian – e´ stato quindi caricato su un cellulare della polizia insieme a oltre 40 manifestanti, alcuni dei quali gravemente feriti. Quando i funzionari hanno cercato di prelevare il figlio di Ayman Nour, dissidente di primo piano, tutti i prigionieri si sono scaraventati contro i portelloni del van riuscendo cosi´ a fuggire. (ansa)__________________________________________Il giro di vite del governo egiziano stritola la stampa indipendente, e al Cairo comincia la seconda giornata di scontri tra manifestanti e polizia. La polizia ha arrestato 8 giornalisti che avevano inscenato una protesta davanti alla sede del loro sindacato, manifestazione cui si sono uniti anche decine di avvocati. Lo ha riferito al Jazira. Ne e´ venuto fuori il primo scontro del giorno, di fronte all´edificio accerchiato da questa mattina dalla polizia. Si tratta di un luogo dove, in genere, le manifestazioni sono tollerate, ma gia´ questa mattina gli agenti erano entrati nella sede del sindacato e avevano arrestato un giornalista, Yahya Qalash. Nella sede,riferisce il Liveblogging di France 24, erano giunti anche gli avvocati dei giornalisti, che hanno tentato di rompere il cordone della polizia. Negli scontri gli agenti hanno usato gas lacrimogeni, mentre i manifestanti hanno lanciato pietre dai palazzi circostanti. Altri scontri sarebbero in corso di fronte a un edificio giudiziario governativo, nel centro del Cairo. A Suez, dove ieri erano morte tre persone ,un centinaio di familiari di due di queste hanno inscenato una protesta che ha irritato le autorita´. Secondo il quotidiano Al Masryalyoum, i parenti delle vittime si erano rifiutati di prendere in consegna i cadaveri dei congiunti finche´ non fossero stati effettuati gli accertamenti medici. A dar manforte ai parenti delle vittime c´erano duemila persone, che la polizia ha disperso usando i manganelli. A sud di Rafah, nel nord del Sinai, gli abitanti del villaggio di Mahdeya ostruiscono le strade e danno fuoco ai copertoni per chiedere la liberazione dei manifestanti arrestanti ieri, la stessa richiesta fatta da manifestanti e famiglie di detenuti a Mansoura, a nord del Cairo, nel governatorato di Daqahlia. (agi/reuters)

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